FRANCESCA E CINDY – le donne che ho incontrato a New York

francescawoodman FRANCESCA E CINDY   le donne che ho incontrato a New York“Ho dei parametri e a questo punto la mia vita è paragonabile ai sedimenti di una vecchia tazza di caffè e vorrei piuttosto morire giovane, preservando ciò che è stato fatto, anziché cancellare confusamente tutte queste cose delicate”.

A New York ho incontrato due donne incredibili, diversissime nell’estetica, ma accomunate dai mezzi utilizzati per la comunicazione : la fotografia ed il proprio corpo.

Al Guggenheim Museum fino al 13 Giugno è in corso la retrospettiva su Francesca Woodman, che occupa molte sale dove si susseguono le fotografie dell’artista americana: una produzione enorme se si tiene conto del breve periodo in cui è stata realizzata.

La Woodman infatti comincia da giovanissima la sua indagine nel campo della fotografia dimostrando subito una maturità espressiva sorprendente, ma la sua carriera si interrompe altrettanto velocemente all’età di 22 anni, quando nel 1981, si toglie la vita lanciandosi nel vuoto da un palazzo di New York. Poco tempo prima di morire l’artista scrive:

“Io vorrei che le mie fotografie potessero ricondensare l’esperienza in piccole immagini complete, nelle quali tutto il mistero della paura o comunque ciò che rimane latente agli occhi dell’osservatore uscisse, come se derivasse dalla sua propria esperienza”.

I suoi autoritratti mi hanno profondamente colpita: irrequietezza, turbamento, senso di vuoto, la ricerca di un rifugio, di scomparire nascondendosi tra le pareti di una stanza vuota, tra le pieghe del prorpio corpo. Immagini che disturbano ma che inseme affascinano per la loro eleganza decadente, per la composizione perfetta ed al contempo casuale degli elementi.

La Woodman ha utilizzato sempre il bianco e nero, con esposizioni lunghe o doppie esposizioni che le consentivano di partecipare alla scena ed essere il soggetto delle sue immagine, mostrando senza pudore il suo corpo. Un’estetica che non si è mai prefissa di seguire una tendenza o di costruire un modello: per questo la sua fotografia è incredibilmete attuale e contemporanea e lo rimarrà a lungo.

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Per chi voglia approfondire la conoscenza di Francesca Woodman consiglio un volume appena edito da Contrasto che si intitola “Francesca Woodman, gli anni romani tra pelle e pellicola”, di Isabella Pedicini. Nel testo si trovano molte testimonianze dei personaggi che hanno partecipato inseme alla Woodman alla vita creativa della Roma degli ultimi anni ’70.

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Negli stessi anni in cui la Woodman conduce la sua ricerca, Cindy Sherman, di cui abbiamo già parlato qui debutta con una serie di fotografie in bianco e nero, intitolata “Film Stills” in cui interpreta le vite di donne costrette nei tradizionali ruoli femminili creati dai media americani.

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Ho amato molto questa prima produzione della Sherman che, nonostrante sia nota al grande pubblico per le sue immagini forti e provocatorie, dimostra in questo ciclo una grande capacità di indagare nelle pieghe della società, con uno sguardo acuto ma delicato, lontano dagli eccessi dell’ultimo periodo.

Francesca Woodman – Guggenheim Museum – NY – fino al 13 Giugno

Cindy Sherman – MoMA- NY – fino all’ 11 Giugno


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