VIAGGIO IPNOTICO – Otolab e Optical Machines

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Torniamo all’auditorium dopo la performance dello scorso mese di Tim Hecker. Questa volta ci attende uno spettacolo di visual art presentato dagli olandesi Optical Machines e dai nostrani Otolab.

Attaccati alle poltrone entriamo nel circolo ipnotico: visioni caleidoscopiche si alternano come frammenti specchiati, geometrie nette riportano ai tagli spaziali di Fontana ed espressioni dinamiche eredi dell’ideale futurista ci accomagnano nel vortice visivo e sonoro.

Cinema dinamico? Lanterna magica? La cosa più interessante è scoprire che dietro a queste visioni multifrequenza esistono delle “macchine”, strumentazioni che hanno subito delle modifiche strutturali grazie al genio di qualche nerd, e che ora con un’alternanza di luci, colori, retini e lastre possono proporre uno spettro di varianti infinite.

photo2 VIAGGIO IPNOTICO   Otolab e Optical Machines

Colori anni ’80 e sottofondo sonoro di sperimentazione elettronica contemporanea, come giustamente anticipato dal parroco dell’auditorium San Fedele, creano un effetto eccitante ed etraniante e ci domandiamo se i nostri cari vicini settantenni sappiano reggere alla potenza dell’effetto.

Viaggio ai confini della percezione audiovisiva è uno spettacolo che ha come punto di partenza l’indagine sui meccanismi di comprensione ed elaborazione sensoriale. L’obiettivo è quello di condurre lo spettatore in un itinerario esperienziale, un processo narrativo in cui interagiscono gli sviluppi grafici generati dagli elementi simbolici di base: il cerchio, il punto e la linea. Il Circo Ipnotico di Otolab studia la complessa natura simbolica del cerchio nelle sua valenza archetipica e spirituale mentre la seconda parte con Shift di Optical Machine, propone un sottile gioco di astratte interferenze in cui suono e luce si influenzano e reciprocamente.

Circo ipnotico di Otolab è una live session d’improvvisazione audiovisiva che esplora il mondo della percezione e prevede una formazione aperta di cinque performer. La trama sonora è costruita da architetture dub e noise, attraverso un denso intreccio di sintetizzatori e laptop. Da qui si evolve un’esperienza ipnotica, nella quale i visual performer si affiancano su uno stesso tavolo di lavoro utilizzando strumenti tecnologicamente eterogenei mixati tra loro: lo Psicoscopio, strumento analogico auto costruito con disco rotante e luci led stroboscopiche sul quale vengono applicati manualmente dischi optical di diverse forme ripresi dalla videocamera e Il Pepposcopio, strumento digitale auto programmato che produce effetti optical rotanti.

SHIFT di Optical Machine è una performance live che, attraverso particolari apparecchiature analogiche, elabora e costruisce un gioco astratto di luce in stretta connessione con la struttura della colonna sonora. Come un vaso di Pandora lo spettacolo libera e rilascia continui modelli di interferenza animata audiovisiva che si susseguono in una raffinata giustapposizione ipnotica di elaborazioni visive geometrico-dinamiche e frequenze ritmico-sonore.

Un signore in sala mi offre i topinambur del suo giardino.. Ma qualcuno sa come si preparano?

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  • Pensa che gli Otolab mi hanno fatto un corso all’università! Ho scoperto un mondo che a suo tempo proprio non conoscevo 🙂

    un saluto
    Francesca
    http://www.sterlizie.com

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