SE SIETE A PARIGI (di nuovo)

5 posti speciali da non perdere

Qualcuno di recente mi ha chiesto: perché vai così spesso a Parigi?

La risposta è semplice! Perché è una delle città che amo di più al mondo, ma anche perché non si finisce mai di scoprirla…

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Ecco 5 luoghi, alcuni a me cari da tempo, altri scoperti di recente, dove respirare l’esprit parigino.

Shakespeare and Company Sarebbe riduttivo chiamarla solo una libreria… A seguire una breve storia di questo luogo che vi consiglio di approfondire.

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Tutto iniziò con l’apertura di una libreria da parte dell’ americana Sylvia Beach nel 1919;  negli anni 20 divenne luogo di incontro di grandi scrittori e poeti come Francis Scott Fitzgerald, Ezra Pound, James Joyce, Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway… Per poi essere trasferita nel 1921 in rue de l’Odéon, dove rimase fino al 1941, anno in cui venne chiusa a causa dell’occupazione tedesca di Parigi e non venne più riaperta.

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Nel 1951, un’altra libreria venne aperta da un altro americano George Withman sulla rive gauche di Parigi con il nome di Le Mistral e, alla morte di Sylvia Beach nel 1964, il nome venne cambiato in suo onore in “Shakespeare and Company”, in quanto ne ha trasportato lo spirito fino ad oggi.

Per anni è stato un catalizzatore di scrittori e poeti parigini, in particolare negli anni cinquanta quando divenne il luogo di incontro per molti scrittori della beat generation. La libreria esiste ancora oggi al 37 di rue de la Bûcherie, in zona Notre Dame e vanta ancora di essere un’istituzione letteraria di Parigi, dove si svolgono eventi, lezioni, letture, presentazioni di libri, letture poetiche e confronti tra scrittori.

Da poco accanto alla libreria è nata la caffetteria dove leggere libri sorseggiando un buon caffè e mangiando una torta.

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Un alternativa per un cafè in un luogo altrettanto storico a 10 min a piedi dalla libreria si trova  il Cafè de Flore, il famoso caffè decò di Saint Germain des Près, fondato alla fine dell’ottocento e tuttora un punto di riferimento per i parigini ( oltre che per i turisti). Anch’esso ha ospitato, in qualità di caffe letterario, in passato grandi personaggi come Sartre, Simon de Beauvoir, Picasso, Camus, Jacques Prévert, Apollinaire, Rimbaud… E molti altri!

Atelier BrancusiTutti conoscono il noto Centre Pompidou che si staglia tra i palazzi haussmaniani, con la sua struttura di tubi e metallo, ma prima, o dopo la visita del centro di arte moderno vale la pena entrare (tanto più che l’ingresso è libero e gratuito), nell’Atelier Brancusi. Un progetto unico che ricostruisce fedelmente l’atelier dell’artista rumeno in 4 stanze dove sculture, fotografie e attrezzi del mestiere vengono illuminati da fasci di luce provenienti dalle vetrate che caratterizzano la struttura progettata da Renzo Piano.

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E’ comune trovare studenti d’arte rannicchiati in un angolo che schizzano su blocchi da disegno le forme volumetriche di Brancusi.

Galerie Vivienne. Parigi è famosa per i suoi boulevard ma anche per le sue Galerie, antenate dei centri commerciali, luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, come la Galerie Vivienne. Inaugurata nel 1823, si dipana per 170 metri di vetrine, volte di vetro e pavimenti a mosaico. La galerie è sicuramente un buon posto dove recarsi ad orario pasti: vivamente consigliati il Bistrot Vivienne (tipicamente parigino)  e la più recente pizzeria Da Roco (non potrete fare a meno di scattare una foto verso il soffitto a specchio). A pochi passi a piedi in un altro affascinante Passage, il Passage Panoramas, infine, se volete concedervi il lusso, il Cafe Stern (bistrot italiano dei fratelli Alajmo).

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Musee Jacquemart AndreeAvevo messo su una stellina di Google map da tempo e finalmente sono riuscita a visitare questa villa museo situata su Boulevard Haussmann.

Di proprietà dei coniugi Edouard André e Nélie Jacquemart, il museo ospita la collezione di arte da loro raccolta nell’arco di più di 50 anni (fino al 1912). La collezione spazia da antichi reperti egizi e romani a preziose ceramiche cinesi a tele del Mantegna, di Botticelli e Canaletto…

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Scalinate sontuose, soffitti arricchiti con affreschi del Tiepolo, sale interamente decorate accompagnano il visitatore alla scoperta di tutte queste meraviglie. Oltre alla collezione permanete nel museo si tengono spesso interessanti mostre temporanee.

Un pranzo nel caffè del museo aggiungerà fascino alla visita.

Last but not least… Palais Royal. I portici di Palais Royal sono un ottimo  diversivo per uscire dalla confusione di rue de Rivoli. Percorrendo i suoi portici si incontrano negozi vintage ( il più famoso Didier Ludot), shop di stemmi militari, boutique e caffe. Al centro le fotografatissime “Colonne di Buren” che in realtà è un opera denominata Les Deux Plateaux, installata nel 1986 nel cortile del palazzo ad opera dell’artista concettuale Daniel Buren.

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Non potete che continuare la lettura scoprendo altri 5 posti da non perdere a Parigi!

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