DIALOGO CON GLI OGGETTI – il design di Spalvieri + Del Ciotto

sacchetto armchair working process DIALOGO CON GLI OGGETTI   il design di Spalvieri + Del Ciotto

Incontro con lo studio di design Spalvieri/Del Ciotto. Segni distintivi e materiali innovativi per oggetti dalla semplicità strutturale e funzionale che nascondono una “doppia vita” e coinvolgono emotivamente.

Per conoscere il design è utile confrontarsi sul campo e avere una buona formazione. Raccontateci il vostro percorso e le motivazioni che vi hanno avvicinato a questo mondo.

Abbiamo studiato disegno industriale prima ad Ascoli Piceno, in seguito al Politecnico di Milano.  Abbiamo proseguito gli studi specialistici (Simone Product design, Valentina Interior design). È proprio ad Ascoli che ci siamo conosciuti e abbiamo fatto i primi passi in questo mondo.
Valentina: mi sono avvicinata al design fin da giovanissima, ho studiato arredamento anche all’istituto d’arte.
Simone: avrei voluto fare qualcosa che mi avrebbe permesso di esprimere le mie idee e il design mi sembrava una buona opportunità.
Una volta trasferiti a Milano, mentre studiavamo abbiamo partecipato a diversi concorsi e ne abbiamo vinto qualcuno, abbiamo  avuto esperienze presso studi di design e aziende. Nel 2008 il nostro primo progetto per un’azienda: la calcolatrice Magic per Areaplus, una fantastica sensazione! Credevamo di poter diventare conosciuti e affermati con un prodotto: la strada è molto più dura e complessa! Nel 2009 decidiamo di aprire il nostro studio. Lavoriamo senza sosta, non esistono orari. Siamo nel 2012 ed ancora è così, ci diciamo che un giorno potremo stare più tranquilli, ma entrambi ci crediamo poco perché in fondo ci piace anche così.

I vostri prodotti hanno un’estetica così friendly nelle forme e nei colori ma soprattutto hanno quasi sempre un doppio utilizzo, una doppia vita. Da dove traete ispirazione e quali sono le caratteristiche che identificano il vostro stile.

Non parlare di stile con dei designer!
È vero, cerchiamo sempre di dare agli oggetti un’estetica friendly perché gli oggetti devono dialogare con chi li utilizza. Il doppio utilizzo nasce sempre con l’intento di rafforzare un’idea. La matita Plug ad esempio è matita ma anche righello, ci sembrava interessante unire le due cose in un unico oggetto, così il contenitore ha un senso e diventa un utile righello. Ugualmente per la lampada Starlite, dovevamo realizzare un booklight ricaricabile USB, ci è sembrato la cosa più logica farlo diventare anche lampada da tavolo.
La cosa importante è che gli oggetti siano comunque ben risolti, il doppio uso deve essere un plus e non deve creare discontinuità con il progetto.

starlite insieme DIALOGO CON GLI OGGETTI   il design di Spalvieri + Del Ciotto

Starlite – Spalvieri + Del Ciotto

L’investimento sui giovani designer è spesso una nota dolente in Italia. Quali sono le aziende illuminate e quali (ma soprattutto quanti!) sono i passaggi per presentare un’idea, un progetto?

Ad essere sinceri noi non sentiamo molto questo peso. Le idee sono leggere, non hanno confini geografici e possono arrivare ovunque. Sta anche a noi cercare di capire quale sia il terreno più fertile. Non sapremmo dire quali sono oggi le aziende illuminate, l’apertura ai giovani per alcune aziende è una scelta di campo, per altre una scelta strategica dettata dal marketing e che quindi può non durare nel tempo.
Da parte nostra, siamo stati fortunati a trovare aziende che ci hanno dato e ci stanno dando fiducia, sia in Italia che all’estero. In realtà è difficile trovare dei committenti, ma le buone idee prima o poi trovano spazio. Bisogna ricordare che i rapporti con le aziende sono rapporti tra persone ed è prima di tutto importante stabilire un contatto umano e piacersi a vicenda.
Detto questo, non ci sono passaggi precisi per presentare un progetto: a volte si ha un’ottima idea e si cerca l’azienda più adatta a realizzarla, altre volte si conosce prima l’azienda e poi si cerca di cucirle addosso un progetto. I progetti possono arrivare da ricerche personali o da temi suggeriti dal committente. Quello che è certo è che non esiste un’unica strada.

Panoramica sul design. Quali sono i vostri modelli e che opinione avete degli archi/designerstar?

Per affinità tipologiche il nostro modello è sicuramente Dieter Rams, ma amiamo anche molti altri designer.
Se proprio dobbiamo fare dei nomi diremmo Konstantin Grcic, i suoi oggetti sono sempre spiazzanti e hanno una modernità tale che migliorano invecchiando. Gabriele Pezzini, è un amico e un osservatore acuto. I suoi oggetti sono pensieri asciutti che diventano materia.
Ci piace la delicatezza e raffinatezza dei Bouroullec, e molti altri.
Solitamente un designer diventa star perché ha la capacità di fare ragionamenti la cui onda lunga cambia l’estetica e il funzionamento degli oggetti che ci circondano, non è sempre vero, ma spesso il successo è meritato.

Quali blog/magazine online seguite e perchè?

Seguiamo Dezeen perché fa una buona selezione dei progetti pubblicati, Mocoloco idem.
Ultimamente abbiamo apprezzato molto Notcot per la sua immediatezza e velocità, ci da degli input che siamo liberi di approfondire.

Il design è veloce come twitter, le immagini sono immediate e alcune più accattivanti girano il mondo senza che sia effettivamente realizzato l’oggetto. Questo crea molta confusione e spesso distrae da progetti più interessanti e con spessore. Come vi orientate? Il design ha bisogno di social network?

Il problema dei blog è la sovrabbondanza di informazioni. La corsa alla novità porta i blog a selezionare anche materiale scadente per differenziarsi dalla concorrenza.
Oggi tutti possono avere i propri 10 minuti di celebrità, ma senza una vera base professionale tutto svanisce in un batter d’occhio.
Abbiamo riflettuto molto su questo tema e la nostra conclusione è che i blog sono comunque un’espressione di libertà, sta poi a noi decidere cosa guardare e cosa no, da cosa farci influenzare e cosa buttare nel cestino.
Oggi grazie a blog e social network tutti possono vedere cosa succede nel mondo del progetto e questo è sicuramente una buona cosa.
I blog sono un ottimo strumento di promozione, ma secondo noi devono essere l’ultima fase di un buon progetto, altrimenti diventano controproduttivi.

Prossimi progetti e nuove mete da scoprire.

Al Salone di quest’anno presenteremo una nuova lampada con Established & Sons e una nuova famiglia di rubinetti e accessori bagno con Mamoli.
Stiamo iniziando a lavorare sul tema dell’arredo e più genericamente stiamo riflettendo sui temi del tempo e dello spazio.

E adesso il grande classico.. Che modalità avete in testa?

Modalità produttiva.

greenman DIALOGO CON GLI OGGETTI   il design di Spalvieri + Del Ciotto

Greenman – Spalvieri + Del Ciotto

GREENMAN_solar lamp – Lexon, 2010
Come una pianta vera, ha bisogno della luce del sole per vivere. Greenman accumula l’energia solare e la trasforma in luce artificiale da usare a proprio piacimento. Quando è in carica può essere messa vicina alle altre piante, basta capovolgerla e il vaso si trasforma in diffusore.

magic on DIALOGO CON GLI OGGETTI   il design di Spalvieri + Del Ciotto

Magic_On – Spalvieri + Del Ciotto

MAGIC_calculator – Areaplus, 2008
Una calcolatrice si riconosce dai tasti e dallo schermo, noi abbiamo eliminato lo schermo. Basta accenderla e magia!

sacchetto DIALOGO CON GLI OGGETTI   il design di Spalvieri + Del Ciotto

Poltrona sacchetto – Spalvieri + Del Ciotto

Me le ricordo all’ingresso del White e subito avevano suscitato il mio interesse..!

SACCHETTO_armchair – Prototype, 2011
La poltrona Sacchetto nasce da uno studio che stiamo conducendo sull’utilizzo del Tyvek nell’ambito dell’arredo. Il Tyvek è un non-tessuto in polietilene ad alta densità, estremamente resistente, impermeabile e stabile agli UV. Il suo aspetto è molto simile a quello della carta. Il Tyvek è atossico, chimicamente inerte e non contiene leganti. Siamo riusciti a mettere a punto un innovativo metodo di unione del materiale senza l’utilizzo di collanti e cuciture: i fogli di Tyvek sono uniti tramite una saldatura ad ultrasuoni che rende i punti di unione impermeabili.
Questo ci ha permesso di creare una poltrona incredibilmente resistente, ideale sia per interni che per esterni, che conserva l’aspetto delicato e fragile della carta. Sarà fantastico sedersi in giardino su una poltrona che sembra di carta, ma che può essere pulita con una spugna bagnata.

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