The Housemaid: La Vendetta alla coreana

 

Il cinema coreano sembra amare molto le storie di vendetta, in particolare se spinta da situazioni di ingiustizie del sistema sociale. The Houseimaid, di Im Sang-soo, presentato a Cannes e vincitore del Premio speciale della giuria al Courmayer Noir in Festival, remake di uno dei film coreani più apprezzati dalla critica (l’omonimo The Housemaid, di Kim Ki-young, del 1960) si inscrive in questa categoria, raccontando la storia di una vendetta che però nuoce a chi la compie più che al bersaglio della stessa.

Euny viene ingaggiata come bambinaia nella casa di una ricca famiglia, dove la giovane moglie di un uomo d’affari aspetta due gemelli. Euny conquista tutti, dalla piccola Nami, la primogenita( unico personaggio puro e positivo), al padrone di casa, che presto le fa visita di notte nella sua stanza. Quando la ragazza resta incinta, la padroncina e sua madre non esitano a renderle alla  ragazza vita, spingendola  ad un atto tragico e raccapricciante.

Il regista descrive uno scenario di spaventosa crudeltà, ma lo fa attraverso la bellezza delle immagini, dei protagonisti, degli abiti, degli interni, della natura e degli oggetti stessi (il set pare sia costato una fortuna).

Questo contrasto genera un conflitto profondo tra il contenuto e la forma che disorienta lo spettatore, il quale si aspetta un approfondimento sentimentale che non arriva mai: i personaggi infatti vengono mostrati, ma mai indagati .

Un thriller psicologico/erotico che riesce ad essere delicato e raccapricciante nello stesso tempo, una pellicola intrisa di pessimismo raccontato attraverso un efficace utilizzo della macchina da presa.
Da segnalare l’interpretazione della protagonista, Jeon Do-yeon, miglior attrice a Cannes 2007 per Secret Sunshine. Davvero luminosa, bella, perfetta in ogni gesto.

Più bello il  trailer del film…

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