Iokoi

fluidità e hiperciberrealismo

Lo scorso 23 settembre Iokoi, un’artista a noi molto cara di cui abbiamo parlato già qui, e qui, ha rilasciato il suo album di esordio, Liquefy.

Come dice la parola stessa e la sensazione evocata dalla copertina, la ricerca dei suoni proviene proprio dalla “liquefazione”, da quella fluidità che contraddistingue il nostro tempo, in cui spazi fisici e virtuali si interconnettono in un flusso continuo.

Iokoi lo chiama #HYPERCYBERREALISM, e lo traduce in suoni avvolgenti , evocativi, frutto di una ricerca matura che segna un ottimo punto di arrivo per un’artista che sperimenta da anni in tutte le direzioni, creando collettivi artistici (MADAM) e collaborando con molte realtà contemporanee.

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Ti abbiamo spesso ascoltata “live” e abbiamo seguito i tuoi progetti collaterali… fino all’uscita di questo album. Cosa rappresenta per te nella linea delle cose che hai fatto e che vorrai fare, un punto di arrivo, di partenza… Un trampolino?

Nonostante“Liquefy” è frutto di 2 anni di ricerca, lavoro e live per me rappresenta una sorta di punto; sicuramente ne di arrivo ne di partenza, ma forse di transito. Il lavoro sul concetto di “Liquefy” non è ancora terminato in quanto nella sperimentazione live la musica ogni volta prende una forma nuova, a livello sonoro ma anche visivo attraverso i visual interattivi di ARIA. Inoltre sto lavorando con l’artista MARIA GUTA su un’installazione interattiva in realtà aumentata la quale dovrebbe fare immergere l’utente in un’esperienze unica e intima con se stesso in un contesto VR.

Cosa significa per te essere una musicista oggi

Per me significa oltre all’elaborazione del suono anche la connessione con altre realtà non solo sonore. In quanto socia e co-fondatrice della label – OUS il mio lavoro da musicista oggi si estende oltre le mie performance o registrazioni future alla collaborazione e promozione di altri artisti. Stessa cosa vale per MADAM – collettivo con base fluida tra Milano, Zurigo, Londra e Amsterdam – di cui faccio parte. Penso sia fondamentale collegarsi e fondersi con altre realtà creative, per creare del nuovo, sostenersi a vicenda e andare oltre creando cose belle e stimolanti, per se stessi e per il pubblico.

#HYPERCYBEREALISM è un termine complesso che racchiude una visione che tanti cercano di trasmettere anche in campo di arti visive o performative. tu come hai trasformato questo concetto in musica?

Per me il termine #HYPERCYBEREALISM descrive la percezione odierna di una realtà cibernetica aumentata che si fonde sempre più con lo spazio fisico che abitiamo. Si tratta di una terra di mezzo, liquida, che ci permette di crearci e ricrearci in base all’immagine che vogliamo dare a noi stessi e agli altri.

Nella musica questo concetto viene ripreso in quanto armonie e melodie digitali si fondono a voci organiche, distorte da effetti multipli quasi da rappresentare multipli “sé” che conversano attraverso i vari testi.

Progetti futuri?

Mi sono appena trasferita con un piede almeno ad Amsterdam per un Master con focus sulla voce in tutte le sue varie sfaccettature artistiche, che mi terrà in parte occupata per i prossimi due anni. Nel mentre mi continuo a muovere soprattutto tra Svizzera e Italia con – OUS e ARIA per quanto riguarda “Liquefy”; a metà dicembre saremo a Milano e Bologna. Con MADAM invece saremo presenti con un intervenzione di 12 ore nella mostra

“Seismographic Sounds” di Norient il 9 dicembre da BASE a Milano.

LIQUEFY RELEASE & INTRODUCING -OUS a Milano  il 16 dicembre: Location TBA

 

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