AROMA 30

Aroma 30 nasce tra Roma e Londra tre anni fa dalla mente creativa di Michela Fasanella: dopo gli studi presso l’Accademia di Costume e Moda, un corso di Fashion Design and Marketing al Central Saint Martins College of Art and Design a Londra e la collaborazione con importanti brand del lusso italiano, la giovane stilista decide di dar vita e forma al suo immaginario privato.

Creando abiti complessi e minimali allo stesso tempo, concentrandosi sui dettagli e sulla manualità delle lavorazioni, riducendo al massimo la palette di colori per esaltare le forme e le linee, Michela ha presto attirato l’ attenzione della stampa specializzata, arrivando ad essere segnalata come nuovo talento da alcune importanti voci del web.(vedi link sotto )

Basta osservare le foto per capire che ogni abito è il frutto di una ricerca, di uno studio sartoriale mixato con nuove soluzioni e tagli originali, di un amore per il tessuto che si presta a pieghe, drappeggi e volumi inaspettati.

Hai studiato e lavorato tra Roma e Londra. Impressioni e differenze?
Le scuole di moda italiane sono più teoriche, mentre in Inghilterra l’approccio al design è più pratico: gli studenti sanno realizzare da soli la loro collezione e hanno più dimestichezza con le tendenze.
Il peso della differenza tra i due Paesi è forte quando si ha già un proprio marchio.
La burocrazia e il sistema di tassazione inglese sono molto più  semplici mentre in Italia ogni passaggio è macchinoso, incomprensibile e costoso. Ma c’è un motivo per cui l’Italia è forte nel settore: la qualità della manifattura è unica ed il capitale umano è un vero valore.

Come nasce un capo Aroma 30?
Il primo passo è la ricerca di immagini. E’ il mio momento preferito del processo creativo, serve a focalizzare l’immagine che voglio espirimere e a decifrare gli elementi che possono comporla. Dopo c’è la fase di design, la scelta dei tessuti e delle lavorazioni. Poi la modellista comincia a lavorare alla costruzione del cartamodello. L’ultima fase è la costruzione dei dettagli sul manichino e la manifattura completa.

La Collezione estate P/E 2011 è
E’ una collezione nata su uno studio dei drappeggi e delle trasparenze in sovrapposizione.
Volevo seguire un’immagine eterea e trovare un equilibrio tra la complessità delle stratificazioni e il minimalismo dei tagli. Ho rivisitato l’idea di velo e la sua connotazione di dramma e purezza usando lo chiffon per torsioni e strisce applicate.

Le tue ispirazioni: arte,musica, cinema..

Nell’arte adoro la solennità: Canova, Caravaggio, Schiele, Anselm Kiefer.
La musica più ispirativa : Current 93, These New Puritans, Angelo Badalamenti.
Per il cinema David Lynch, Federico Fellini, Lars Von Trier, Bertolucci.
Ho un’ossessione per l’iconografia cristiana e la fotografia classica.

Cosa ti emoziona?
I contrasti, l’equilibrio che si costruisce sull’imperfezione, la fragilità.

Prima di fondare Aroma 30 hai lavorato presso Salvatore Ferragamo e Valentino. Quali sono i tuoi stilisti preferiti?
Principalmente Riccardo Tisci, il duo Chiuri-Piccioli (Valentino), Alber Elbaz (Lanvin)

I tuoi posti di ispirazione sono:
Più che un posto un momento: la notte. Nelle ore notturne cambia la visione di tutte le cose.

Posti/Locali preferiti
A Londra vado al Cafè Oto a Dalston e al Jaguar Shoes a Shoreditch, nella zona est. Spietalfields Market e Camden passage Market per trovare oggetti e gioielli antichi, Savile Row per spiare i sarti che tagliano e imbastiscono completi da uomo, e la riva sud del Tamigi, dove ci sono delle costruzioni bellissime! A Roma aperitivo all’aperto in Piazza della Madonna dei Monti, quartiere dove ci sono anche negozi artigianali e laboratori; oppure al Cargo al Pigneto, di fronte al laboratorio orafo Iosseliani che merita una visita. I vicoli di Trastevere e le Chiese del centro storico sono un classico.

Quali blog / siti leggi?
The Sartorialist, Vogue.it, The Selby, Satellite Voices, Petronio Associates Blog….

Chi vorresti vestire?
Tilda Swinton, per via della sua femminilità androgina.

Qual è la tua musa?
Incontro moltissime donne che hanno un qualcosa che le distingue, prendo dei frammenti qua e là. Mi piacciono le donne forti, che mostrano il loro fascino ma che non si identificano solo con esso.

Hai intenzione di espandere il brand verso altre categorie? Per esempio accessori?

In seguito sì, decisamente. Gli accessori sono importantissimi nel definirel’immagine di un marchio. Sono anche appassionata di profumi di nicchia: il nome Aroma 30 viene in parte da lì.

Must-have di stagione?

L’unico must da seguire quotidianamente è il proprio umore! Ma se devo scegliere un pezzo consiglio un vestito lungo e trasparente, da indossare anche di giorno, sdrammatizzato con un accessorio maschile.

Tutti i capi della collezione sono realizzati in Italia rispettando e onorando  la tradizione del nostro paese perché  ci dice Michela:

“L’importanza del made in Italy sta nel binomio testa-mani: in Italia c’è una cultura estetica fortissima e una preparazione al lavoro artigianale.L’attenzione alla qualità è innata e le persone hanno un approccio molto personale al lavoro. Il nostro è un Paese pieno di problemi ma è anche ricco di risorse inesauribili e questo si manifesta necessariamente nel prodotto. “

www.aroma30.it/

SU VOGUE: www.vogue.it/talents/blog-from/2010/05/andrea-deanesi-18-maggio-2010

SU ASVOF: www.dianepernet.typepad.com/diane/2010/02/aroma-30-by-michela-fasanella.html

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