LUCIO VANOTTI – in equilibrio tra le forme

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Lucio Vanotti, insieme a Marika Masi, sono stati dal 2003 i creativi del brand FEBRUARY, un progetto illuminato che ha scatenato una sileziosa rivoluzione. Capi dalle linee semplici che conservano un sapore intimo, forme dettate dal rigore in un linguaggio contemporaneo e urbano.

Nati entrambi nel 1975, s’incontrano a Milano durante gli anni della loro formazione come stilisti avvenuta presso la Marangoni. Iniziano con una piccola e speciale collezione di t-shirt, ma la loro classe ed il loro estro creativo li portano ben presto lontano.

L’immaginario di February spaziava dall’ironia tagliente dei Peanuts di Schultz, al rigore stilistico di Giorgio Armani e alla sperimentazione di Martin Margiela, un look per una rinnovata Petite bourgeoisie, dedicato più alla persona che non all’immagine di ciò che vorrebbe essere, nella sua espressione naturale e di eterea eleganza.

 

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Finita l’esperienza di FEBRUARY. Oggi Lucio Vanotti torna con una collezione matura, personale, studiata per ottenere le migliori performance tra forma e funzione.

Una nuova collezione con il tuo nome. Come hai raggiunto questo importante step?
E’ stata una naturale evoluzione personale, più si cresce e più si è  piacevolmente consapevoli di se stessi, mi sono reso conto di desiderare esprimere la mia mutevole idea creativa… Lucio Vanotti: io, ora, qui.

Devo confessarti che ero molto affezionata a February (il mio armadio potrebbe testimoniare!). Quali sono stati i presupposti che ti hanno portato a creare February così come a decidere di chiudere la produzione del brand.
February è stata una bellissima avventura, inizialmente la collezione si chiamava “lucio”, era una piccola collezione di t-shirt, poi è nata la collaborazione con Marika e abbiamo deciso di creare FEBRUARY.. La collezione si è evoluta e abbiamo ottenuto grandi soddisfazioni, ma le esigenze  lavorative e personali si sono sviluppate diversamente e abbiamo deciso di terminare il progetto. Ogni cosa ha un inizio e una fine.

Parliamo della nuova collezione. Un approccio minimal in cui convivono forma e funzione. Tagli netti e forme geometriche rivelano contrasti e dettagli inaspettati. Qual è la tua donna?
La mia donna.. Non riesco a dare questo tipo di risposte, qualsiasi risposta si dia suona sempre artificiale, preferisco parlare di quello che faccio: vestiti e non persone.

Un pomeriggio. Milano. Colonne, ticinese. Giovani. Ti guardi in giro e vedi?
Vedo molte persone differenti, qualcuno mi piace molto, qualcuno meno. Rido osservando che i punk esistono sempre .. Per sempre?!
Mi farebbe piacere vedere più identità personale, milanese .. Europea, non mi interessa la cultura americana copiata e trapiantata con orgoglio. Al boscaiolo canadese preferisco il bravo ragazzo milanese.

Cosa consigli ad un fashion designer che vuole provare a proporre una propria linea?
Consiglio di provarci a suo modo.

Credi che il web attraverso i social network, i blog, possa dare un importante contributo alla diffusione di un brand? L’aspetto che più mi piace è la possibilità di creare un archivio storico virtuale a cui  tutti possiamo accedere con facilità, è un bel gioco.

Quali sono i magazine, blog che segui?
Non ne seguo molti, per il poco tempo; leggo  magazine di informazione, vedo qualche collezione, l’oroscopo di fiducia .. Leggo ancora libri di carta.

Come hanno reagito i tuoi fan, buyer, acquirenti di fiducia al lancio di questa nuova collezione? Per me è stato un emozionante salto nel vuoto,  fortunatamente sono atterrato su un grande materasso di braccia tese, grazie!

Il mercato italiano è in forte crisi. Sei ottimista o trovi vie alternative?
Sono convinto  del detto non tutti i mali vengono per nuocere, è  un periodo  difficile, ma più che crisi vorrei chiamarlo cambiamento. Un cambiamento che partirà dal singolo. Ognuno deve responsabilizzarsi ed andare avanti, evolversi in qualcosa, non credo ci sarà un ritorno alla crescita del consumo, spero ci sarà un diverso consumo.

Progetti per un futuro prossimo.
Armonia

Tutto parte da Milano. Un posto da consigliare ai nostri lettori per sviluppare i cinque sensi! Aprile, h.18:30 birra fresca sul tetto del Duomo.

Una ultima e fondamentale domanda: che modalità hai in testa?
Be free

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