Nimph()maniac – remember about love

nymphomaniac poster charlotte gainsbourg Nimph()maniac   remember about love

Secondo spettacolo all’ Apollo di Milano . Un biglietto per Nymph()maniac, grazie.

Mi guardo intorno e capisco che la mega campagna di marketing sul film e la convinzione diffusa che sia una specie di porno, hanno portato al cinema molte persone che esulano dal genere “ amo Lars Von Trier”. Io amo Lars Von Trier. Il tempo di formulare questo pensiero e lo sento uscire dalla bocca della solita radical chic/pseudo intellettuale in coda dietro di me. Mi sento anche io una sfigata pseudo intellettuale (che per di più va a vedere Von Trier da sola), quindi compro un secchiello di pop corn, mi accomodo e cerco di sopportare quelli che continuano a parlare indisturbati anche a film iniziato, approfittando del lunghissimo tempo a schermo nero e  silenzioso che introduce la pellicola.

Parte il metal tedesco dei Rammstein. La scena si apre con Charlotte Gainsbourg riversa in un vicolo, livida e bagnata, salvata dal saggio  Selingman. Tutti sappiamo già perché è li. Perché è una ninfomane , pazza e maniaca, quindi non poteva fare altro che una brutta fine…Ecco, penso, perchè amo Von Trier: perchè  ha regalato al cinema delle figure femminili grandiose, molto spesso negative ( Bjork in Dancer in the dark, Emily Watson in Le onde del destino. Charlotte Gainsbourg e Kirsten Dunst in Antichrist e Melancholia…Nicole Kidman in Dogville). Qualcuno per questo lo ha spesso accusato di misoginia.

Lui si difende sentenziando: “Ma perché avrei fatto dieci film sulle donne se le odiassi? Sarebbe stata una perdita di tempo, no?»

Misogino o no poco importa. Ogni suo personaggio femminile rappresenta un’idea di donna o di tutte le donne, portata all esasperazione. Esasperazione che provano anche spesso le attrici che lui dirige ( Bjork sconsigliò a Nicole Kidman di accettare la parte in Dogville). Per questo ammiro ancor più una delle mie attrici ( e icone) preferite: Charlotte Gainsbourg che si è prestata di nuovo al gioco del regista “carnefice” .

Nel primo capitolo la vediamo solo distesa nel letto del suo salvatore, che le offre tè e metafore filosofiche (ma anche di pesca) , mentre lei racconta la sua vita segnata da un approccio patologico con il sesso, dall’ infanzia all età adulta. La vera protagonista del capitolo è quindi Joe giovane interpretata da un angelo di nome Stacy Martin.

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Una lolita più tormentata dal corpo così acerbo e armonioso da intenerire anche le scene più spinte. Non si riesce a contare il numero di uomini con cui fa sesso in 110 minuti. Ma il mito  è sfatato. Nymphomaniac, almeno per me, non ha nulla a che vedere con il porno, né con il sesso in senso stretto. Tagliate le scene di pompini e le carrellate di cazzi rimane una favola raccontata per episodi, piena di allegorie e morale.

Joe inizia definendo se stessa un pessimo essere umano. Chi l ascolta ribatte,  non ho mai conosciuto un pessimo essere umano . Il vecchio Selingman è colui che tutti vorremmo incontrare nei nostri giorni peggiori, quando avremmo voglia di raccontare la nostra vita a qualcuno, senza vergogna, colui che, meglio di uno psicoanalista, ci semplifichi i peggiori incubi in formule matematiche, e ci inviti a non colpevolizzarci e a guardare oltre la morale comune.

 Non è nemmeno un film erotico, ma un film romantico, a tratti persino comico, anzi buffo. La frase di lancio del film provocava così “ Forget about love” .

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Invece l’amore c’ è ed è descritto nell’unico modo in cui io lo conosco. Quando Joe si accorge di questo nuovo e fastidioso sentimento per Jerome (Shia LaBeouf), dice che vorrebbe essere uno dei suoi oggetti, vorrebbe essere presa e poi riposta dalle sue belle mani. Eppure è l’unico uomo con cui dapprima rifiuta di far sesso, e con cui non prova piacere.

 “Io volevo l’erotismo, non l’amore. L’erotismo è dire di sì, l’amore è dire di no”

 Sui titoli di coda  riparte l’heavy metal e io penso a Shame, film in cui il protagonista maschile soffre di una simile compulsione per il sesso che lo porta ad una profonda solitudine. Nel suo caso però lui si nutre di video porno e di prostitute, mentre per Joe la gestione delle sue prede (indicate brevemente con un’iniziale) è un affare molto più complesso e articolato. Inoltre Shame si conclude con uno spiraglio di speranza salvifica per Brandon, mentre il secondo capitolo di Nymphomaniac si preannuncia molto più violento e drammatico. Un mini trailer ci viene mostrato prima di uscire dalla sala, come alla fine delle migliori serie telesive.

I radical chic lo avranno trovato poco intellettuale come scelta, ma andranno a vedere il secondo capitolo avidi di sesso, nozioni di musica classica e di interpretazioni magistrali ( come quella di Uma Thurman) . Avidi soprattutto di violenza.

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