ON THE NET – Conversazioni digitali

La chat compulsiva del nostro tempo porta all’inaridimento programmatico ma a volte rivela conversazioni interessanti. Riflessioni sulla vita reale e virtuale: siamo una mera foto profilo che dice tutto o non trasmette nulla. Costruiamo la nostra immagine ma siamo davvero sicuri che i nostri “amici” comprendano chi siamo?

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Utente Facebook:

grazie per avermi aggiunto ai tuoi contatti..

ho visto che hai ripreso una parte del visual al San Fedele ed ero curioso di avere qualche feedback considerando che non conoscevo nessuno tra la platea a parte un paio di persone di parte

Modalità Demodè:

Si ma ti ho riconosciuto! Eri dietro il computer!

Ho scritto della serata

U.F.:

dove ?

M.D.:

sul mio magazine

U.F.:

si ma non so qual è il tuo magazine 😀

(sembrano i dialoghi dell’assurdo)

M.D.:

Ahah

È comunicazione 2.0!

Ti giro il link

U.F.:

grazie

🙂

M.D.:

Complimenti è stato molto coinvolgente

U.F.:

bene mi fa piacere

perche è stata una lotta all’ultimo secondo. come succede spesso ci sono stati una marea di problemi tecnici (Tim Hecker è arrivato alle 7 e rotti) e doveva fare il sound check. Causa aeroporto. Ovviamente i visual dipendevano dai setup del mixer e quindi c’è stato tutto il lavoro di “trimmaggio” in pochissimo con prova alle 20:15.

U.F.:

(la gente entrava alle 20:30)

:O

M.D.:

Sempre così! Quindi doppiamente bravi!

Dimmi che ne pensi tu a questo punto

U.F.:

bene avere un feedback dal pubblico è sempre importante. Dell’articolo? O del concerto ?

M.D.:

Dell’articolo : )

U.F.:

beh io credo che l’articolo spieghi bene l’accaduto, è un buon sunto e la battuta finale da secondo me la giusta dimensione.

M.D.:

Ahaha

Punti di vista

U.F.:

della spaccatura tra il pubblico che può creare un concerto simile

M.D.:

Era una cosa colta, sperimentale

U.F.:

ovvio e quindi di conseguenza io credo che la gente si divida in 3 categorie: quelli a cui è piaciuto, quelli a cui non è piaciuto ma fa figo dire che gli è piaciuto e quelli che ti dicono che 2 palle.

M.D.:

Esatto

U.F.:

quindi ad essere buoni su 200 persone se ci sono 40 persone a cui è piaciuto secondo me è un successo

M.D.:

Assolutamente!

U.F.:

(la soglia di sensibilità verso determinate tematiche è sempre inferiore al 50%)

🙂

M.D.:

Eh eh

Ma ti occupi degli eventi del San Fedele? O hai seguito solo quello?

U.F.:

no io a dire il vero vengo da Bologna. Stiamo facendo un po’ di sperimentazione seria di grafica ed interfacce. diciamo che il sound creactive è la base con 2 colleghi ho vinto un bando europeo per creare set interattivi che rispondono in modo sinestetico al corpo umano

M.D.:

Spiegami bene. Sono molto interessata

U.F.:

allora abbiamo partecipato ad un bando regionale su fondi europei fesr questo ente ha creato un bando per innovazione tecnologica e noi abbiamo vinto abbiamo presentato un progetto di un set parametrico ossia che si può modificare con dei tool non dovendo rearchitetturizzare per ogni circostanza il set fisico ma si può adattarlo con molti parametri a diverse circostanze che potrebbero essere vetrine interattive o set di teatro di avanguardia o padiglioni fieristici o altro.

Da questo bando siamo arrivati a fare un workshop dove ho conosciuto Andrew Quinn, personaggio di spicco nella materia, che durante il workshop (2 settimane prima) ci ha detto che c’era l’opportunità di poter partecipare a questo visual ed ho accettato quindi abbiamo fatto un lavoro a 3 mani con un suo collaboratore e con un altro ragazzo il set parametrico nostro ora e’ in via di sviluppo e dovrà rispondere a vari stimoli movimento, parlato, etc con audio video e movimenti meccanici (probabilmente da implementare nel futuro) poi c’è una ricerca che sto facendo personalmente con le onde neurali ma è ancora troppo presto per parlarne.

M.D.:

Caspita!

U.F.:

(sono stato esaustivo :D) ?

M.D.:

Io sono una patita di arte contemporanea in particolare legata all’interazione uomo-macchina.

Si direi! Ci sono dei video che posso vedere dei tuoi progetti?

U.F.:

presto caricheremo il video del San Fedele. Il resto non ancora pubblichiamo nulla perchè siamo ancora in fase di prototipo e quindi evitiamo che ci sia materiale che circola per questioni di tutela dell’oggetto a me interessa il mapping in genere ma la chiave architettonica legata alla logica della grafica in precalcolo mi annoia preferisco qualcosa che accada davvero li e che trasformi la spazialità e la contemporaneità con l’intervento dello spettatore.

M.D.:

Concordo. L’interazione prima di tutto.

La reattività di un pubblico rende l’opera in sè arte.

Come hai iniziato?

U.F.:

ahaha

diciamo che avevo 13 anni facendo computer grafica, ero un bambino, ora vedo però il tempo del rendering un po’ morto.

M.D.:

Oggi cos’è la computer grafica?

U.F.:

..e ho voglia di nuove sfide perchè se nella mia testa lo stupore si genera mettendo le persone davanti a qualcosa di straordinario … ad oggi si è assuefatti allo straordinario e credo che il livello di immersione debba aumentare con l’interazione. La computer grafica è tutto, è niente, è un modo commerciale per spettacolarizzare e vendere indorando la pillola. Il piu delle volte è una cosa sterile, è come una bella macchina da corsa su una strada sterrata…

Amalgamation 2 ON THE NET   Conversazioni digitali

M.D.:

E i social network? Cosa ne pensi?

U.F.:

ahahaha

guarda qui potresti aprire un discorso lunghissimo con me!

Mi piace osservare molto attentamente lo sviluppo della società in questo senso.

Sono laureato in informatica ma non sono mai stato appassionato del tecnicismo in se di questo settore quanto più del risultato che ha su chi lo utilizza. I social network dal mio punto di vista sono uno strumento utilissimo, del resto io e te non stiamo dialogando attraverso questo sistema?

M.D.:

: )

U.F.:

Ma purtroppo dal mio punto di vista più esteso come nella maggior parte dei casi un uso sbagliato di uno strumento molto potente porta delle conseguenze sbagliate quindi per me il social network è l’abbaino attraverso il quale guardiamo il panorama fuori come in un carcere.

Chiusi in ufficio, in casa o in qualsiasi posto … guardando foto e leggendo pensieri di persone che hanno la necessità di mostrare per dimostrare che hanno una qualità di vita “superiore”.

(hai mai visto la foto profilo di qualcuno che piange?)

M.D.:

No

Mai

Posso farne una io!

Cosa stai ascoltando?

U.F.:

in questo momento stavo ascoltando il mio gruppo preferito: i Radiohead

M.D.:

Ah! Pensavo a qualcosa di più di nicchia

U.F.:

questa cosa mi sembra stia prendendo la forma di un’intervista o mi sbaglio ? 😀

M.D.:

Non male vorrei pubblicarla veramente. Posso?

U.F.:

Sono cose che ripeto da sempre

M.D.:

Quindi potrei già trovare questa intervista in rete?

U.F.:

mmm … probabilmente la troverai presso i log della polizia postale (l’Iitalia e’ l’unica nazione al mondo che mi risulti ad avere dato accesso alla postale ai profili senza dovere interpellare un magistrato)

M.D.:

Ok. Adesso mi vengono a prendere

Ahah

U.F.:

ahhaha

allora queste parole non verranno mai pubblicate 🙂

a me fa già strano che qualcuno possa ritenere interessanti spunti di un certo tipo non vorrei ucciderti i lettori con temi di noia profonda 😀

M.D.:

Si forse sarebbe meglio mettere foto di tette culi.. Ma non mi arrendo!

U.F.:

mmm … questo è il motivo del perchè preferisco il 3d al 2d 😀

AntonyGormleyExposure11 ON THE NET   Conversazioni digitali

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