SANDRO ANDREOTTI – mi ringraziano per lanciarli nel vuoto

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Sì, lo sappiamo già, lo skydive è adrenalina pura, lanciarsi nel vuoto un’esperienza incredibile e fluttuare tra le nuvole è indimenticabile. Ma chi rende possibile il paracadutismo anche a un principiante? L’abbiamo chiesto a Sandro Andreotti, istruttore e pilota della Scuola di Paracadutismo di Sozo, proprio uno di quelli a cui ti agganci pensando “Dio me la mandi buona“.

1. Partiamo subito a bomba..impressionaci: numero di lanci?
7.321….ad oggi, 18 lanci BASE e circa 1200 ore di volo come pilota, sono Istruttore ed Esaminatore di Paracadutismo. Mi occupo anche di ripiegamenti di paracadute di riserva. Infatti ogni paracadute è composto da due vele una detta principale che utilizziamo quando va tutto bene e una detta di “riserva” nel caso in cui quello principale avesse qualche “starnuto” e che va ripiegata solamente da personale certificato.

2. La prima volta non si scorda mai, confermi?
Si confermo, è proprio vero! La data del mio primo lancio inoltre sottolinea l’inizio di un amore eterno con il volo: 14 Febbraio 2000, aggiungerei qualche cuoricino. Ancora oggi ricordo benissimo le sensazioni del primo lancio e quello che mi passava per la testa mentre l’aereo mi portava alla quota di lancio era: “ma chi me l’ha fatto fare!?!??!”

3. Durante un lancio, è facile immaginare che si provino sensazioni fortissime, tu a cosa pensi? O cosa provi?
Con l’ esperienza maturata cambiano le prospettive, nei primi lanci hai obiettivi da raggiungere e tutta l’ energia è spesa per abbattere le paure e la tensione e trasformarle in divertimento e tecnica. Successivamente acquisendo sicurezza e capacità di controllo soprattutto emotivo riesci a non subire il lancio ma a viverlo. Per ogni lancio dalla quota di 4000 metri alla quota di apertura del paracadute trascorrono circa 60 secondi in cui siamo in caduta libera a 200 Km/h, qui possiamo interagire e comporre figure prestabilite. 

4. Come si è trasformata da semplice passione a professione?
Ci sarà un pò di sadismo nella mia risposta ma vorrei che fosse interpretata in modo simpatico, oggi dopo aver accompagnato migliaia di persone sulla porta ho la perfetta consapevolezza di ciò che provano al primo lancio, e quando vedo il terrore negli occhi mi viene da sorridere, è imbarazzante perchè mi guardano con occhi sgranati, l’adrenalina a bomba e hanno delle facce troppo buffe! Poi una volta atterrati non c’è persona di qualsiasi estrazione sociale culturale o economica che non mi abbia ringraziato per avergli fatto provare la più bella emozione mai esistita! L’entusiasmo e la felicità dei neo paracadutisti sono stati per me il carburante di questa passione che oggi ancora non si è minimamente affievolita.
Dove lo trovi un lavoro per il quale il cliente ti ringrazia entusiasta per averlo buttato giù da un aereo?

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5. Fra poco festeggerete il primo compleanno della scuola di paracadutismo di Sozo, come è iniziata questa avventura?
La scuola Sozo è nata ufficialmente un anno fa ma in verità è da molti anni che operiamo in tutta Italia e all’estero, è solo stato come dare un identità a qualcosa che già c’era. SOZO, in via ufficiale significa creatività e immaginazione ma l’ abbiamo scoperto solo dopo con il traduttore dal Giapponese, secondo le nostre origini modenesi significa Sù e Giù! E una sera cercando il nome per l’associazione è venuto fuori in dialetto “chamla sò e zò!!

6. Quali sono le attività della scuola?
In primis l’aggregazione, divulghiamo l’attività di paracadutismo e ne trasmettiamo le qualità con professionalità attraverso i lanci in tandem che qualsiasi persona di buona salute e senza limiti di età può provare. E’ come un giro sulle montagne russe, con soli 15 minuti di preparazione e agganciati a un esperto Istruttore si può provare la caduta libera e il volo con il paracadute biposto. Oppure per i più motivati si può iniziare con un corso AFF, 5 o 6 ore di teoria durante le quali vengono illustrate tecniche e procedure, poi 7 lanci per diventare paracadutisti autonomi. Il corso è una vera e propria full immersion, l’aspirante paracadutista vive per 3 giorni a stretto contatto con i sui istruttori e l’ambiente del club, per acquisire consapevolezza e sicurezza.

7. Quale tra le discipline dello skydive è la tua preferita?
Negli ultimi anni ho abbandonato un pò le competizioni per dedicare più tempo a Matteo, un simpatico ometto di 3 anni e mezzo che mi ha fatto diventare un papà, Cristina la mamma è anche lei paracadutista con 4500 lanci e pluri decorata, il suo team ha rappresentato l’Italia per diversi anni raggiungendo piazzamenti Internazionali importanti, io mi sono dilettato un pò nel free fly e nel canopy piloting. 

8. Stai insegnando a tuo figlio ad andare in moto…fra quanto lo porterai su con te?
Per il momento è attratto dalle 2 ruote e visto che ho un trascorso da centauro sfegatato anche questo mi fa molto piacere. Vivendo sempre tra aeroplani e paracadute questi sono già diventati per lui la normalità, e di volo non se ne parla….vedremo.

9. Il lancio che non scorderai mai?
Quello in cui ho portato in tandem Vanessa Incontrada durante l’estate del 2007. Si è divertita e mi ha detto che avrebbe attaccato la foto in camera sua …..mi sto ancora chiedendo se lo ha fatto veramente o no! 

10. La drop zone più spettacolare in Italia?
Ravenna è una delle location europee più belle, vicino al mare con grandi spazi ed un’ottima ricettività.

11. Prossimo evento dove possiamo vederti per aria?
Il 23 e 24 Giugno saremo sul lago di Garda, a Bedizzole, per un evento su uno sfondo fantastico, siamo già in più di 100 paracadutisti provenienti da tutta Italia!

12. Ultima domanda…che Modalità hai in testa?
Negli ultimi anni sono passato dalle tonalità di grigio all’arancio, un colore che coltiva lo spirito e che da calore, sono per l’integrità delle persone e risollevare la spiritualità che in questa società è un pò smarrita. Per questo mi sento in modalità “be proactive, be different, be yourself!“.

 

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