BIENNALE VENEZIA 2015

L'arte ci salverà

Si preannuncia una delle edizioni più “politiche” della sua storia, All the World’s Futures, questo il titolo della 56ma edizione della Biennale di Arte di Venezia, coinvolge centinaia di artisti internazionali chiamati a stimolare il pubblico a vedere oltre i propri confini e dare un senso agli sconvolgimenti sociali della nostra epoca.

%name BIENNALE VENEZIA 2015

Gli artivisti, tanto per citarne uno, il paladino per eccellenza Ai WeiWei che ha curato una selezione di lavori al Padiglione Iracheno, “urlano” al mondo concetti importanti quali la libertà di espressione, la responsabilità sociale con opere dirompenti, esemplari che richiedono attenzione, riflessione. Perchè c’è chi sceglie di “combattere” a volto scoperto invitando il pubblico a capire e agire.

Da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2015, ai Giardini della Biennale e all’Arsenale, sarà aperta al pubblico l’Esposizione Internazionale d’Arte, diretta dal brillante curatore nigeriano Okwui Enwezor e presieduta da Paolo Baratta. Il vernissage avrà luogo nei giorni 6, 7 e 8 maggio, la cerimonia di premiazione e di inaugurazione si svolgerà sabato 9 maggio 2015.

%name BIENNALE VENEZIA 2015

La Mostra All the World’s Futures formerà un unico percorso espositivo che si articolerà dal Padiglione Centrale (Giardini) all’Arsenale, includendo 136 artisti dei quali 89 presenti per la prima volta, provenienti da 53 paesi. 159 sono le nuove produzioni realizzate per questa edizione.

5 i paesi presenti per la prima volta: Grenada, Mauritius, Mongolia, Repubblica del Mozambico, Repubblica delle Seychelles.

“Oggi il mondo ci appare attraversato da gravi fratture e lacerazioni, da forti asimmetrie e da incertezze sulle prospettive. Nonostante i colossali progressi nelle conoscenze e nelle tecnologie, viviamo una sorta di ‘age of anxiety’. E la Biennale torna a osservare il rapporto tra l’arte e lo sviluppo della realtà umana, sociale, politica, nell’incalzare delle forze e dei fenomeni esterni. Si vuole quindi indagare in che modo le tensioni del mondo esterno sollecitano le sensibilità, le energie vitali ed espressive degli artisti, i loro desideri, i moti dell’animo (il loro inner song). La Biennale ha chiamato Okwui Enwezor anche per la sua particolare sensibilità a questi aspetti” Paolo Baratta

Per rispondere alla necessità di aggiornamento e interscambio sociale sarà presentata ARENA, uno spazio attivo nel Padiglione Centrale dei Giardini dedicato a una continua programmazione interdisciplinare totalmente live. E tanto per ribadire il concetto di militanza il cardine di questo programma sarà la lettura dei tre volumi di Das Kapital di Karl Marx.

Anche l’Arsenale sarà il palcoscenico di diverse performance con il nuovo progetto di Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla, In the Midst of Things, che coinvolgerà un coro nell’interpretazione di un arrangiamento di Die Schöpfung di Joseph Haydn. (Per avere un’idea dei loro lavori vedi l’esposizione Fault Lines per Fondazione Trussardi)

%name BIENNALE VENEZIA 2015

Inoltre l’Esposizione dedicherà particolare attenzione anche a una rassegna di prospettive storiche realizzate da celebri artisti contemporanei dall’enciclopedia luminosa di Bruce Nauman all’atlante della filmografia di Harun Farocki che comprende 87 pellicole, ma anche le opere del fotografo Walker Evans, il cineasta Sergej Ejzenstejn, l’artista multimediale Chris Marker, l’installation artist Isa Genzken, lo scultore-compositore Terry Adkins, l’autore-regista Alexander Kluge, l’installation artist Hans Haacke, l’artista concettuale Teresa Burga, il performance artist Fabio Mauri, lo scultore Melvin Edwards, la pittrice Marlene Dumas, l’artista-attivista Inji Efflatoun, il land artist Robert Smithson, la pittrice Emily Kngwereye, il regista Ousmane Sembène, lo scultore Ricardo Brey, l’artista concettuale Adrian Piper, ma anche il surreale ritrattista Tetsuya Ishida e il pittore Georg Baselitz.

Una raccolta di pratiche artistiche provenienti da tutto il mondo che disegna nuove connessioni e un forte impegno sociale con il quale gli artisti si confrontano ed indagano la condizione umana esplorando idee e aree di produzione inedite all’interno delle loro stesse opere.

%name BIENNALE VENEZIA 2015

Il Padiglione Italia ripercorre rilevanti esperienze poetiche contemporanee, con l’intento di delineare i contorni del nostro codice genetico stilistico.

Codice Italia presenta una serie di artisti che vanno dai protagonisti dell’Arte povera e della Transavanguardia (Kounellis, Paladino, Longobardi), ai grandi isolati (Parmiggiani e Gioli), eredi delle neoavanguardie del dopoguerra (Tambellini), personalità dicili da inscrivere dentro tendenze (Biasiucci, Caccavale, Aquilanti), voci tra le più originali dello scenario internazionale (Beecroft) e artisti dell’ultima generazione (Alis/Filliol, Barocco, Migliora, Monterastelli e Samorì) accumunati in quanto artisti che si sono sottratti alla dittatura del presente che pensano le opere come luogo all’interno del quale si ritrovano a convivere desiderio di innovare i linguaggi e dialogo problematico con momenti salienti della storia dell’arte.

%name BIENNALE VENEZIA 2015

 Tra i progetti collaterali più interessanti segnaliamo:

The Invisible Borders Trans-African Project è un’organizzazione fondata nel 2009 in Nigeria che riunisce un network di artisti, fotografi, scrittori e cineasti africani, con l’impegno e la passione del cambiamento sociale, per riflettere sulla questione delle frontiere e sulle implicazioni connesse nell’Africa del 21° secolo. Presenterà una panoramica della produzione fotografica e audiovisiva più recente, scena dell’arte contemporanea trans-africana e le idee critiche poste al centro dell’attività.

%name BIENNALE VENEZIA 2015

Abounaddara il collettivo anonimo di cineasti siriani, conosciuto come “cinema di emergenza”, che racconta la verità sul suo Paese. Si autoproduce e distribuisce solo online per evitare la censura ed è stato premiato da riconoscimenti importanti come al Sundance Film Festival.

Dalla sua fondazione, nel 2010, Abounaddara impiega un’estetica di disorientamento e diy realizzando una serie di brevi documentari che celebrano la vita quotidiana della gente comune in Siria. In seguito alla sollevazione popolare del marzo 2011, il collettivo ha iniziato a produrre un breve film ogni venerdì, un’iniziativa tuttora in corso, realizzata grazie a una rete di cineasti volontari che operano in segreto per motivi di sicurezza. Nell’ARENA della 56. Esposizione Abounaddara presenterà ogni venerdì, in prima rappresentazione, un’installazione video di una selezione di film tratti dall’ampio corpus dei lavori già realizzati dal collettivo e anche una nuova pellicola.

Citiamo anche l’artista americana Patricia Cronin che realizza l’installazione: Shrine for Girls, un santuario per ragazze nella Chiesa di San Gallo, nella quale sistema dei mucchi di abiti donati da tutto il mondo per onora e ricordare le donne vilipese e violentate dall’India alla Nigeria. Stracci senza Madonna, pezze abbandonate che riempiono spazio e memoria.

%name BIENNALE VENEZIA 2015

Per un weekend a Venezia clicca quì!