GIULIA PALOMBINO – Prendi l’arte e mettila in un’illustrazione

Illustrazioni, collage e animazioni disegnate a mano. Strumenti attraverso cui prende forma il mondo ironico e immaginifico di Giulia Palombino, artista italiana che dopo una laurea in Arti visive e dello spettacolo allo Iuav a Venezia e un MA in Illustrazione al Central Saint Martins di Londra, ora vive e lavora a Berlino. L’abbiamo incontrata in seguito alla sua ultima mostra You call it pink? I call it blood all’Untertitel, dove ha esposto lavori che si discostano leggermente dalla sua produzione precedente.

Giulia Palombino Hangers Naphtalene 1 GIULIA PALOMBINO   Prendi larte e mettila in unillustrazione

1) I tuoi lavori si differenziano molto per formato e materiali utilizzati. Come avviene l’ispirazione e la scelta del supporto?

Dipende dal contesto: quando il lavoro nasce d’impulso utilizzo il supporto che ho a disposizione in quel momento. Altre volte invece le scelte derivano dall’approfondimento di un’idea.

Giulia Palombino In case of lost please return to 2 GIULIA PALOMBINO   Prendi larte e mettila in unillustrazione Giulia Palombino In case of lost please return to 3 GIULIA PALOMBINO   Prendi larte e mettila in unillustrazione Giulia Palombino In case of lost please return to 1 GIULIA PALOMBINO   Prendi larte e mettila in unillustrazione

2) Chi sono gli artisti che ammiri e che hanno ispirato il tuo lavoro?

Sono molti gli artisti che ammiro e nel cui lavoro ritrovo un’affinità: Roland Topor, Claude Cahun, André Breton, Yoshihiro Tatsumi, Maya Deren e tanti altri.
Non mi ispiro a nessuno di loro in particolare, anche se sicuramente vengo influenzata dalla storia dell’arte, dai fumetti e dai libri che leggo, e dagli amici con cui mi confronto spesso.

3) Caserta, Venezia, Londra e infine Berlino. Le tue città e forse anche le tappe della tua crescita professionale. Come ti hanno cambiata, influenzata, ostacolata…

Relativamente al mio lavoro, il master in illustrazione a Londra forse è stato il momento chiave, perché mi sono concentrata sul fare immagini. In generale è vero che sono cambiata un po’ negli anni, e non solo nel modo di vestire, ma è successo lentamente e non me ne sono resa conto. In tutte le città dove ho vissuto ho trovato stimoli diversi e anche persone che hanno avuto un’influenza su di me. Mi sono spostata quando mi é sembrato che le opportunità si fossero esaurite, oppure semplicemente quando ho avuto voglia di trovarmi in contesti nuovi.

4) Ascolti qualcosa quando lavori o preferisci il silenzio?

Uno dei pochissimi vantaggi dell’aver scelto la professione di illustratrice è quello di poter ascoltare musica quando lavoro.
Ascolto spesso Ariel Pink, Geneva Jacuzzi, John Maus, Molly Nilsson, Belbury Poly, The Advisory Circle, White Fence, Jackie Mittoo, Felix Kubin.

5) Nella tua produzione artistica si può notare una certa tendenza alla ricomposizione: elementi diversi vengono ricombinati per dar vita a forme e personaggi surreali. Pensi che la realtà sia noiosa?

No, non penso che la realtà sia noiosa, né che lo sia rappresentarla così come appare, ma a volte attraverso la giustapposizione di elementi diversi si creano delle connessioni significative.

6) Estremità del corpo troncate, amore e una buona dose di ironia: altri elementi molto presenti nei tuoi lavori. Mi sembra che tu preferisca “spiazzare”…

Non cerco di indurre particolari reazioni nella mente di chi guarda i miei lavori, anche se mi rendo conto che essi possono essere percepiti, a seconda dei casi, come inquietanti o insoliti.

7) Quando un lavoro è commissionato, come riesci ad essere fedele al tuo stile nel rispetto dei requisiti richiesti?

Se qualcuno ti dà un incarico si presuppone che apprezzi già il tuo stile; tuttavia il confronto con il committente è necessario per raggiungere un risultato che soddisfi entrambe le parti. Una commissione può essere anche un’occasione per superarsi.

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8) Per il vernissage del Boyfriend Project hai reso i drink parte integrante dell’esposizione. Anche nella vita quotidiana ti capita di proiettare la tua arte?

Vita e arte…. mi viene in mente un aforisma di Oscar Wilde: “La vita imita l’arte molto di più di quanto l’arte non imiti la vita“.

Giulia Palombino The Boyfriend Project 7 GIULIA PALOMBINO   Prendi larte e mettila in unillustrazione

Giulia Palombino The Boyfriend Project 1 GIULIA PALOMBINO   Prendi larte e mettila in unillustrazione Giulia Palombino The Boyfriend Project 6 GIULIA PALOMBINO   Prendi larte e mettila in unillustrazione

9) Pensavo al progetto Conceptual Cupcakes

Conceptual Cupcakes è un progetto realizzato in collaborazione con la mia amica Julie Shipley nel 2010. Siamo diventate tortine concettuali per un giorno, a casa, per strada, in pasticceria, e in galleria…

Giulia Palombino Conceptual Caupcakes 1 GIULIA PALOMBINO   Prendi larte e mettila in unillustrazione

10) Ci parli della tua ultima mostra personale a Berlino, You call it pink, I call it blood?

Ho presentato una serie di lavori meno narrativi del solito; l’interesse si è un po’ spostato, ma non del tutto, dalle relazioni tra le persone al mondo inanimato, alle superfici e alle forme. Ho usato ritagli di carta di tipo diverso, disegni dal tratto leggero, e anche macchie e ombre preesistenti su alcuni dei materiali utilizzati.

Giulia Palombino Egg Desert GIULIA PALOMBINO   Prendi larte e mettila in unillustrazione Giulia Palombino Gems On Fire 2 GIULIA PALOMBINO   Prendi larte e mettila in unillustrazione Giulia Palombino Sky Fire Stoneweb GIULIA PALOMBINO   Prendi larte e mettila in unillustrazione

11) Progetti futuri?

Nel prossimo futuro vedo un libro illustrato, una nuova mostra e una nuova animazione. Vorrei andare a New York, lo dico sempre…

www.giuliapalombino.com

 

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