IN VIAGGIO CON LE PAROLE

Letture per scoprire il mondo

Era luglio, avevo 8 anni e con i miei genitori sono partita per le vacanze estive. La nostra meta era il Portogallo. Per me una destinazione come un’altra, per loro un ripercorrere i sentieri, le strade, la storia di cui Saramago aveva scritto nel suo “Viaggio in Portogallo”. Non ricordo molto di quell’estate se non il freddo dell’oceano, le onde altissime, gli interminabili compiti delle vacanze estive che svolgevo in auto o al tavolo del campeggio. Il latte condensato che aggiungevamo al thè della colazione, il valico dei Pirenei lungo il Cammino di Santiago. E poi gli incendi che erano una grande fonte di preoccupazione per mia mamma. Li potevamo vedere a vista d’occhio, così vicini. E quel temporale proprio sopra le nostre teste che nella notte ci ha costretto a ripararci in auto per via dei fulmini ma che finalmente ha placato il fuoco.

Fisso nella mia memoria c’è la curiosità e l’entusiasmo dei miei nel ritrovare proprio quella chiesa, o la casa dove l’Inquisizione emise l’ultima condanna a morte per rogo, mangiare proprio quel piatto in quel ristorante descritto da Saramago.

Un viaggio in Portogallo che non è solo Lisbona, Porto o l’Algarve, posti che tra l’altro ho amato moltissimo. Ma che è anche la scalinata di fontane e azulejos per raggiungere il Santuario de Nossa Senhora di Lamego; il Palazzo di Bussaco a Luso, l’ultimo Palazzo dei re del Portogallo progettato da Luigi Manini architetto e sceneggiatore teatrale Italiano che ha costruito anche Quinta da Regaleira, forse il palazzo più incredibile di Sintra; la cattedrale di Santa Maria Assunta, ad Evora, dove si racconta che Vasco da Gama nel 1497 avesse ricevuto la benedizione prima di partire per il suo viaggio alla scoperta delle Indie.

Ho deciso di leggere anche io quel libro prima di intraprendere il mio “Viaggio in Portogallo” e usare la stessa guida di quel lontano viaggio del 1997.

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Quinta Da Regaleira
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Palazzo Bucaco
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Palazzo Bucaco
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Lamego
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Lamego
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Evora
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Evora

Quel viaggio, a 8 anni, è stato come un imprinting su come preparare e intraprendere un viaggio. Così, tutte volte che scelgo una meta, compro libri e raccolgo storie che arricchiscono la mia scoperta lungo la strada. Alternativi diari di viaggio, ma anche gialli, libri d’amore o di avventura, o biografie di persone sconosciute che raccontano le loro storie all’interno della Storia.

Ma i libri offrono anche l’occasione di viaggiare stando fermi.

Peter May mi ha portato alla scoperta dell’Isola di Lewis. Ho guardato l’orizzonte dalle alte scogliere scozzesi, ho temuto il mare in tempesta, ho preso freddo sotto la gelida pioggia d’inverno. Ho scoperto in quanti modi si può cucinare un’aringa e sono andata a caccia di Sula.

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Con Matilde Asensi sono stata in Giappone, alla ricerca dello scomparso Ritratto del dottor Gachet di Van Gogh. E ho scoperto quanto le trappole ninja fossero geniali e crudeli ma anche la gentilezza del popolo giapponese l’importanza che danno alla parola data. Ho viaggiato nelle tradizioni nipponiche attraverso le incisioni ukiyo-e e ascoltato i racconti della famiglia di Ichiro.

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Ho sentito parlare delle atrocità del regime di Pol Pot in Cambogia dalle parole di Claire Ly, che ha finto di non avere un’istruzione per non essere uccisa dalla dittatura comunista. Leggendo i suoi libri ho capito perché la religione Cattolica si sia diffusa in Cambogia e del perché girando per i villaggi sperduti sulle rive del Mekong ho incontrato diversi uomini dipendenti dall’alcool: il regime costringeva i bambini ad uccidere i propri fratelli e questo inevitabilmente ha avuto delle ripercussioni sulla loro vita da adulti.

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Erika Fatland mi ha accompagnato in quell’area un po’ confusa e nebulosa che sono i Paesi chiamati ancora genericamente “dell’ex Unione Sovietica” ma che in realtà hanno un nome, dei governi, a volte indipendenti da Mosca, spesso totalitari, con territori sconfinati, dove evidente è la trasformazione subita da anni occupazione russa o in cui ancora è radicata una forte tradizione araba.

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Ed è dalle pagine di Gerald Duller, naturalista britannico, che ho capito l’importanza dei parchi naturali del Madagascar e della fatica fatta per evitare l’estinzione dei buffi e simpatici lemuri. Così girando tra le riserve naturali di Ranomafana, Anjia e Tsimanampetsotsa, ho apprezzato concretamente il lavoro fatto delle Associazioni internazionali e dalle piccole comunità locali per preservare la flora e la fauna di questa meravigliosa Isola.

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Scegliere una destinazione e poi trovare un libro che mi trasporta nell’atmosfera di quel posto non è mai per me una ricerca così semplice. Così sono stata felicissima quando in questi giorni di quarantena ho fatto una scoperta: Goodreads, il social dei lettori, una mappa del tesoro! Una mappa di google in cui, per quasi ogni Paese, non trovi locali o ristoranti, ma un libro.

Non mi resta che lasciarvi il link e augurarvi buon viaggio, che almeno per i prossimi mesi potremo fare solo tramite un buon libro!

Libri citati:

Josè Saramago: Viaggio in Portogallo

Peter May: La trilogia dell’Isola di Lewis: L’isola del cacciatore di Uccelli, L’uomo di Lewis, L’uomo degli scacchi. E Il sentiero.

Matilde Asensi: Sakura.

Claire Ly: Ritorno dall’inferno e La mangrovia, una donna due anime.

Erika Fatland: Sovietistan

Gerald Duller: Io e i lemuri