VITA D’ISOLA

Un piccolo accogliente scoglio immerso nel mar Mediterraneo

“Ma starete fissi lì? Fuori stagione? Ma riuscirete a rifornirvi di cibo? Ma poi non ci sarà nulla da fare, fa freddo, umido…” ci siamo sentiti spesso rivolgere queste domande dai nostri amici, soprattutto alla vigilia della partenza che si è rivelata la scelta più sensata degli ultimi anni. Dopo più di tre mesi in cui abbiamo visto l’inverno scivolare nella primavera possiamo dirvi che no, non fa così freddo, almeno non così spesso e si, si può vivere su un’isola fuori stagione senza provare nostalgia delle metropoli. 

L’abbiamo sempre conosciuta d’estate l’isola, nella sua veste più caotica e infuocata, ma il sogno è sempre stato quello di viverla fuori stagione, scoprendola con lentezza fin nei suoi anfratti più nascosti. E ce ne siamo innamorati ancor di più, stregati dai colori intensi, dal mare in burrasca, dalle giornate di maestrale e di ponente intervallate dallo scirocco, dalle piogge scroscianti seguite da giorni di luce assoluta, dalle dolci domeniche al mare, dalle camminate con paesaggi mozzafiato e dai tramonti ardenti.

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L’isola in questione è Lipari la più grande dell’arcipelago eoliano che, con i suoi circa undicimila abitanti stanziali e le sue dieci frazioni, rappresenta anche nei mesi più freddi un porto sicuro tra progetti sostenibili e piccole comunità che si supportano. Il silenzio interrotto solo dagli animali o dal vociare del vento e il senso di sospensione sono i tratti più evidenti di una vita non più urbana in totale contatto con la natura che regola le giornate ancor più che sulla terra ferma.

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L’inverno inizia quando il porto turistico torna a popolarsi dei pescatori che vendono il pesce direttamente dalle barche, quando sempre gli stessi pescatori anziani si ritrovano in piazzetta sotto le strutture che d’estate ospitano file disordinate di tavoli dei ristoranti a raccontarsi storie di mare e pettegolezzi isolani, inizia quando il verde della vegetazione prende il sopravvento sull’oro estivo e quando dopo giornate di pura luce si sprofonda nel buio assoluto interrotto dalle luci delle case sparse sulle colline e dalla legna che arde nelle stufe che si accendono all’imbrunire.

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La storia di un’isola d’inverno è la storia di una sospensione forzata che inizia con la partenza degli ultimi tardivi turisti che abitano ancora le isole fino ad autunno inoltrato e prende avvio dal tirare le somme della stagione appena trascorsa. Inizia con la consapevolezza dei lavori che bisognerà portare a termine prima della nuova ventata primaverile, ma inizia soprattutto dal ritrovarsi tra isolani a riflettere sul futuro e a progettare sogni attorno alla stufa e a del buon vino.

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E con le ultime partenze di villeggianti e turisti, quando i sigilli alle case estive erano ormai stati messi, siamo arrivati noi che, spesso apostrofati come southworker, abbiamo riscoperto una dimensione di vita attraente. Abbiamo imparato timidamente l’avvicendamento delle semine negli orti, quali sono i giochi di potere che regnano in un pollaio, a riconoscere le erbe preferite dagli asini, oltre al piacere che si prova ad affondare le mani nella terra. Abbiamo battuto sentieri inesplorati salvaguardandoli dalla natura incombente, ma soprattutto ci siamo immersi in una comunità fatta di persone che si sostengono vicendevolmente disegnando un futuro più sostenibile.

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Ed è così che la spesa si fa ogni sabato mattina tramite il GAP, Gruppo di Acquisto Popolare, comprando direttamente dai produttori locali o si può scegliere un lotto di terra dell’Orto Sociale, dove decine di persone si ritrovano per coltivare in maniera naturale e condividere buone pratiche seguendo la rotta dell’agricoltura organica e rigenerativa tramite corsi tematici organizzati periodicamente. Questi e tanti altri progetti sono resi possibili dal Magazzino di Mutuo Soccorso, organizzazione no-profit di supporto alla comunità, attivo in ambiti di volontariato, culturali e di sensibilità ambientale tramite iniziative quali puliAMO Lipari per liberare dai rifiuti spiagge e sentieri dell’isola.

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Non vi consigliamo niente qui, anche perché la guida arriverà tra qualche settimana. Il nostro è più un invito a raggiungere questi scogli sospesi tra cielo e mare. E se avrete la possibilità di raggiungerle fuori stagione potrete coglierne la bellezza più pura, con il rischio concreto di non voler più intraprendere la via del ritorno.

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