Portogallo del nord

1000 km in 7 giorni, 6 notti e qualche sosta

Lisbona, Belem, Peniche, Baleal, Berlengas, Foz do Arelho, Aveiro, Costa Nova, Porto, Obidos, Lisbona.

Potete seguire questo ordine o scambiare le tappe, a patto di spostarvi ogni giorno. Invertendo i fattori il risultato non cambia: buon cibo, ottimo vino, paesi e città pieni di storia e cultura, natura incontaminata, autostrade semi deserte e temperature gradevoli (se pure viaggiate in Agosto).

Il nostro viaggio, ça va sans dire, non è stato organizzato prima della partenza. Unica sicurezza un biglietto di andata e ritorno, un’auto prenotata per sette giorni e qualche tip ad hoc.

LISBONA

%name Portogallo del nordLisbona è stata solo una breve sosta. Giusto il tempo di innamorarsi di nuovo dell’Alfama e di scoprire un paio di posticini dove mangiare bene. L’ Alfama è il quartiere più antico e autentico di Lisbona, non essendo infatti stato distrutto nel tremendo terremoto del 1755. Ci siamo persi per i vicoli che salgono e scendono dalla collina, regalando affascinanti scorci sul fiume e sulla città; di sottofondo l’eco del fado suonato in molti ristoranti tipici. Purtroppo il ristorante consogliatoci in Alfama era chiuso (Leopold), quindi ci siamo spostati in Baixia per doppietta pranzo/cena in due dei bistrot piu à la page di Lisbona :A Taberna da Rua das Flores e Cantinho do Avillez . Il primo non accetta prenotazioni ed è spesso al completo, ma vale la pena attendere per l’atmosfera calda e accogliente e i piatti deliziosi. Il secondo, meno tradizionale, sperimenta con variazioni sul tema della cucina portoghese.

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Non partite senza aver fatto scorta di sardine alla Loja das Conservas o alla Conserveria de Lisboa  ( distanti pochi metri). Ce ne sono di tutti i tipi e se non sapete scegliere lasciatevi accattivare dal design delle scatole.

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BELEM
Lasciando Lisbona è d’obbligo fare colazione da Pasteis de Belem, accanto al monastero di Geronimo e di fronte al famoso monumento delle scoperte di Vasco de Gama. La coda è sempre lunga ma si smaltisce in fretta. Ordinate qualche pasteis in più di quelli che pensate di poter mangiare: uno tira l’altro.

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SOSTA POSTO MAGICO

A circa un’ora di auto da Lisbona verso nord, per la precisione in una località chiamata Póvoa de Penafirme, un altro consiglio sapiente ci porta allo Charm Hotel Areias do Seixo, dove ci fermiamo per pranzo. In verità arrivando in questo posto viene naturale volersi fermare più di un giorno, ma al di là del fatto che fosse full booked, soggiornarvi può costarvi molto caro! L’Hotel infatti è un eco resort di standard molto alto, ma allo stesso tempo incredibilmente discreto e minimale. Perfettamente inserita nell’ambiente circostante la struttura giace silenziosa su una altura e guarda completamente verso l’oceano. In cucina “comanda” lo chef Leonardo Pereira, che dopo alcuni anni trascorsi in rinomati ristoranti nord europei, torna in patria con  una forte eredità nordica dovuta soprattutto ai quattro anni trascorsi al Noma di Copenaghen. Più che un pranzo un’esperienza, resa unica dalla visita all’orto in cui vengono coltivati gran parte dei prodotti utilizzati in cucina e culminata con una passeggiata attraverso le dune che separano l’hotel da una spiaggia incontaminata (Praia de Mexilhoeira).

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PENICHE

Non si può  tornare sulla terra ferma dopo essere stati in un posto così! Scegliamo allora una penisola. La penisola di Peniche è un posto un po’ fermo nel tempo dove le donne lavorano al tombolo e alla sera c’è la festa di paese con pop corn, zucchero filato e giostre datate. La penisola si estende poi verso il mare lungo una sottile linea di terra. Questa località si chiama Baleal ed è uno spot per surfisti. Al mattino il termine della strada nemmeno si intravede a causa di una foschia fitta causata da vento/acqua/sabbia creando un’atmosfera bizzarra, dove la banda di paese emerge dalla nebbia schivando i surfisti. Ma quando rischiara Baleal si rivela essere un minuscolo paesino affascinante, circondato dall’ oceano su cui si affaccia da alte scogliere.  Un atmosfera ‘Wesandersiana’ sopratutto osservando la guest house Casa Das Mares  che sorge sopra una piccola baia riparata dominata da una chiesetta bianca.

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BERLENGA GRANDE

Dal porto di Peniche partono più volte al giorno delle barche per Berlenga, una piccola isola a largo della costa, abitata principalmente (anzi quasi esclusivamente ) da volatili. L’isola infatti è una riserva naturale ed ha una capienza massima di circa 350 persone per volta. Si può visitare in giornata ma volendo pernottare ci sono tre differenti alternative. Una pensione , un campeggio spartano e infine un forte del XVII secolo che attualmente ospita un ostello. Le foto parlano da sole.%name Portogallo del nord

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SOSTA TRAMONTO DA SOGNO

Diretti verso nord con l’occhio all’ orologio cerchiamo una spiaggia dove osservare il tramonto sull’oceano. Foz do Arelho sembra essere il posto giusto: a ridosso di una laguna si estende una spiaggia ampissima dove osservare il cielo che cambia colore.

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AVEIRO

La chiamano la piccola Venezia, ma al di là del canale attraversato da imbarcazioni simili a gondole, Aveiro ha una sua identità molto forte. La maggiore attrazione forse sono i palazzi, ricoperti di bellissimi azulejos, le costruzioni decò (come la turchese Casa de Cha) e i piccoli negozietti di altri tempi. Per cominciare la giornata raccomandiamo colazione a base di dolce tipico del posto: ovos moles. Per terminare la giornata una capirinha sul canale (o più di una visto il prezzo modico).

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SOSTA CASETTE A STRISCE

Immaginate delle baite di montagna a strisce colorate in riva al mare . Questa è Costa Nova, dove ci rechiamo per la foto d’obbligo delle casette e per un pranzo a base di mariscos nel ristorante adiacente al mercato del pesce. ( Dori)

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PORTO

Eccoci arrivati al luogo che per primo ha ispirato questo viaggio: Porto. Il fascino di questa città continua a confermarsi ad ogni visita. La sua storia, la sua elegante decadenza, la sua pigra bellezza. Quello che attira qui milioni di visitatori l’anno è sicuramente il vino che porta il nome della città stessa, e noi non siamo da meno. La prima tappa è infatti Vila Nova de Gaia, la città che guarda Porto dall’altra sponda del Douro. Qui ci addentriamo verso la collina per visitare Graham’s, una delle maggiori case di produzione di Porto, di origine scozzese.

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Dalla terrazza del ristorante si gode una bellissima vista sulla città che rende la degustazione ancora più piacevole. Seconda tappa Casa da Musica, un edificio per concerti costruito nel 2011, a seguito di un bando che ha coinvolto i migliori architetti al mondo. A spuntarla è Rem Koolhaas che concepisce questa specie di meteorite bianco piantato sulla terra, all’interno del quale di celebra la musica in ogni sua forma. Una cena veloce a Ribeira in uno dei tanti ristorantini e si ritorna a bere in un’ enoteca speciale, che serve solo vini di piccoli produttori ( Vinologia): giocate a scoprire se siete più Tawny o Ruby…o Vintage..

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Porto ci ha trattenuti ben due giorni, quindi abbiamo avuto il tempo di passeggiare in lungo e in largo, per il quartiere degli artisti ricco di antiquari dove vale la pena di fermarsi per un caffè (o anche per pranzo) alla Galeria de Paris per osservare i milioni di oggetti accumulati nel tempo dallo stravagante proprietario. Non lontano troverete la storica Libreria Lello e Irmão (1906)che però con mia triste sorpresa ora  si visita a pagamento e le code alla biglietteria sono folli.

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Una tappa alla Stazione di São Bento per ammirare la storia del paese dipinta su azulejos, e poi passeggiate tra Rua de Santa Catarina, Praça da Ribeira, Rua dos Mercadores, Rua da Flores ( al numero 110 sosta per uno spuntino alla Mercearia Das Flores). Stanchi? No, perchè c’è ancora da andare al Museo di Arte Contemporanea, che però potrete anche evitare di visitare accuratamente a favore del meraviglioso parco che lo circonda. Nel parco di Serralves infatti si trovano stagni di ninfee, roseti all’italiana, orti botanici, vigne e una meravigliosa villa decò, Casa de Serralves, dove sono pure ospitate mostre di arte contemporanea. Completamente dipinta di rosa, sembra disegnata per un libro di favole; all’interno il rosa ritorna nei marmi e negli specchi ammorbidendo gli spazi lineari e razionali.

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Da Serralves vale la pena proseguire in direzione Matosinhos per godere del tramonto a Praia da luz.

OBIDOS

La nostra unica tappa nell’entroterra è a Óbidos, un piccolo borgo di case bianche con bordi in verde e blu, che contrastano con il colore brillante delle bouganville, circondato da mura medioevali.

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Qui un sindaco illuminato ha trasformato la cittadina in una “Vila literária” ovvero la città-libreria più grande d’Europa. Tra negozietti tipici di souvenir infatti si nascondono decine di librerie dove sono custoditi libri in tutte le lingue del mondo. Lo stesso ex sindaco ha in cantiere un albergo letterario che diventerà il fiore all’occhiello del festival  che si tiene ogni anno nel paese. Ce lo racconta offrendoci i migliori cocktail a base di gin della mia vita, nel gin bar di Rio do Prado ( pure di sua proprietà), l’eco resort dove alloggiamo per la nostra ultima notte sotto il cielo portoghese. Un luogo di pace e relax, ottimo cibo e la possibilità di prendere in prestito biciclette per una gita in laguna.

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Il Portogallo si lascia a malincuore (sarò affetta da saudade?), ma è così vicino che lascia la sensazione di poterci sempre tornare, o magari andarci a vivere per un po’. Nonostante la crisi infatti si dimostra un paese pieno di risorse, al passo con i tempi senza perdere tradizioni fortissime e rispetto del territorio.