50 SFUMATURE DI PENSIERO

Il film che nessuno voleva andare a vedere ma di cui tutti scrivono

Sono andata a vedere 50 sfumature di grigio per 2 motivi principali.
1 così posso criticarlo con cognizione di causa.
2 per replicare alla tesi di questo articolo su Internazionale che parla di attacco al femminismo:
“un film che prende il femminismo in volata e lo ributta verso l’età della pietra”.
 E poi anche perché  diciamoci la verità, il film mi incuriosiva.
Premettendo che non ho letto il libro, vediamo se riesco a criticarlo e a smentire il sig. Lee Marshall, che peraltro ha scritto un bell’articolo, ricco di considerazioni giuste e spiegate così bene che mi ha fatto venire voglia di uscire di casa e andare al cinema.

Dopo aver letto l’articolo  ho pensato a Pretty Woman.

Ecco, negli anni 90 esistevano film leggeri come Pretty Woman, che non ambivano a essere dei capolavori, ma che sono entrati comunque nell’immaginario comune mondiale senza mostrare scene di sesso e senza che nessuno gridasse alla morte del femminismo. Eppure lui era uno (ovviamente miliardario come Mr. Grey) che andava a puttane e che si è comprato l’amore della bellona con i soldi. Ebbene nessuno scandalo. Tutti amano Richard Gere e soprattutto tutti amiamo Julia Roberts con gli stivali di pelle da prostituta newyorkese fashion.
Io femminista non lo sono mai stata, lo è stata mia madre a suo tempo, e forse al suo tempo aveva un senso: ora solo la parola femminismo mi mette l’orticaria e ancor più mi sembra paradossale fare della sociologia su un film da botteghino. Ci preoccupiamo davvero per la salute mentale delle adolescenti che andranno a vederlo (la sala era 90% donne e qualche coppietta annoiata) e vorranno preparare  pancake al proprio compagno dopo una notte di sesso? Ma ben venga! Altro che pancake… Sono altri i problemi. Io ad esempio neanche li so fare i pancake…
Secondo me questo film non fa altro che affrontare in modo molto più patinato e scontato , e quindi forse più  “innocuo”, un argomento vecchio come il mondo, affrontato già in centinaia di libri e film d’autore  in modo più esplicito e crudo. In un mondo dove la gente non possiede elicotteri e magari non deve avere nemmeno traumi infantili per giustificare il fatto che ha dei gusti sessuali (e comportamentali nella coppia) di un certo tipo, queste cose esistono e bisogna farsene una ragione.
Nei trattati di psicologia atteggiamenti bdsm erano inseriti nei capitoli delle deviazioni comportamentali almeno quanto l’omosessualità. L’omosessualità è stata sdoganata (anche al cinema). I frustini a quanto pare ancora no… e non sarà certamente questo film a farlo perchè non ha nessun valore nè dal punto di vista formale nè dal punto di vista narrativo .
Ora vi svelo una cosa. L’articolo l’ho scritto prima di andare al cinema e non ho cambiato una virgola. (Solo aggiunto qualche dettaglio a sostegno della mia tesi).
Chi ha ragione allora? Io o il Sig. Marshall? Credo entrambi perché l’intelligenza sta nel fare delle riflessioni e nel comprendere quelle altrui. Io onestamente la violenza sulle donne la colgo ogni qual volta accendo la tv e vedo programmi che mercificano il corpo gratuitamente e lo sviliscono, ogni qual volta sento fatti di cronaca su atti di violenza veri ai danni delle donne, soprattutto in ambito familiare…
Sig. Marshall lei è un po’ bacchettone. Ma lo sa quante donne sognano di trovare un riccone che le domini o quantomeno qualcuno che le raggiunga ovunque sono e che le faccia sentire speciali? Infatti a Anastasia sta bene che Mr. Grey  le faccia “stalking” finchè le cose non si mettono male. Finchè cioè scopre di non poter cambiare la persona che ha di fronte.
Tolte le scene di sesso, neanche tanto spinto , il film è praticamente una scialba commedia romantica, in cui la piccola Cenerentola impacciata si presenta vestita di stracci e si ritrova camminare su tacchi 12 con indosso un trench di Burberry. Una Bridget Jones sadomaso in pratica.
Di nuovo, storie vecchie quanto il mondo.
Scusate se in realtà non ho parlato del film. Non c’era molto da dire su regia, fotografia, sceneggiatura (stendiamo un velo pietoso) e sono sicura che tutti sappiate già tutto a proposito… Ma se vi manca qualche dettaglio vi consiglio di leggere questo! Esilarante.
Se  volete conoscere un altro Mr. Grey (l’originale), vi consigliamo Secretary: la recensione qui
Se invece volete fare delle ricerche provate anche voi a inserire la parola dominazione su google…
Magari non oggi che è San Valentino! 
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