JOY

La Cenerentola del "mocio" e l'imprenditoria femminile

David O.Russel è al suo ottavo film: Joy, ispirato alla storia vera di J. Mangano inventrice di un mocio per pavimenti.

Entro in sala un po’ prevenuta, ad essere sincera. Non è il genere di film che amo e il trailer non mi aveva convinto.

Però, qualche commento positivo l’avevo letto e qualcuno l’aveva definita una bella favola post-moderna. Quindi ok, perchè non vederlo?

E invece no, avevo ragione ad essere prevenuta.

Un film noioso, prevedibile in tutti i passaggi, con una colonna sonora che nonostante scomodi tra gli altri Rolling Stone, Cream, Ella Fitzegerald e Nat king Cole, non riesce davvero ad emozionare.

Ma lo spunto è stato interessante per il dibattito che lo ha preceduto con un parterre tutto al femminile che ha celebrato storie di successo italiane, dall’imprenditoria, all’ingegneria con 3 rappresentanti di livello, tra cui, Barbara Mazzolai, coordinatrice del Centro di Micro-BioRobotics (IIT@SSSA) dell’ Istituto Italiano di Tecnologia, Paola Dubini, docente dell’Università Bocconi e Direttore del corso di laurea in Economia per le Arti, la Cultura e la Comunicazione (CLEACC), e Franca Audisio Rangoni, Presidente nazionale AIDDA  (Associazione Donne Imprenditrici e donne dirigenti d’azienda) e Presidente, AD di Dual Sanitaly.  Tre donne di diverse origini e con diversi ruoli all’interno della società che, come Joy, hanno dato prova di creatività, intelligenza e grande tenacia.

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Il film racconta la storia di una poco più che trentenne, interpretata da Jennifer Lawrence, con un matrimonio fallito alle spalle che le ha lasciato due figli e un ex marito (Édgar Ramírez) con cui è costretta a dividere casa. Una famiglia strampalata: una mamma che vive attaccata ad un televisore e un padre (Robert De Niro) che di tanto in tanto torna a casa scaricato dall’amante di turno.

Joy si presenta come una piccola Cenerentola, con tanto di sorellastra maligna, che però non ha bisogno del principe azzurro ed è in grado di riscattarsi grazie all’invenzione di un pulisci pavimenti auto-strizzabile e al sostengo della nonna Mimi (Diane Ladd) e del pubblicitario Neil Walker (Bradley Cooper).

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Scopiazzamento qua e là di film già visti (almeno per il  duetto dei due innamorati potevano scegliere un pezzo diverso da Something stupid), Joy non racconta niente di nuovo e lo fa in maniera mediocre.

Unica chicca assolutamente da  salvare è l’interpretazione della Rossellini. Tutto il resto è noia.

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