Begin Again

La musica, New York e una Keira Knightley cantautrice e idealista

Solitamente non vado matta per le comedy-drama brillanti ambientante  nella città “in cui tutto può succedere” a meno che non siano scritte da Rob Reiner o Woody Allen, tuttavia John Carney, il regista di Once ci riprova ancora e inscena la vicenda di due personaggi delusi dalla vita, ma animati e salvati entrami da una grande e imprescindibile passione comune: la Musica.

Lui, un convincente Mark Ruffalo, produttore discografico che ha fondato una grossa etichetta negli anni 90, ma che per problemi”emotivi” (separazione traumatica dalla famiglia, crisi esistenziali, alchool) ha perso la rotta.

Lei, Greta, una Keira Knightely un pò ingenua che sbarca con il ragazzo musicista a New York seguendolo verso il successo di pop-rock star che gli monterà la testa e finirà per tradire lei e se stesso. (Adam Levine aka il frontman dei Maroon 5… attenzione agli acuti!)

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Due personaggi psicologicamente ben inquadrati e senza più risorse al di fuori del loro talento, lui nella sua scapestrataggine da istrionico cultore della musica, sempre in cerca di ispirazioni e di un drink, lei con la sua pacata malinconia e la sua irrefrenabile necessità di comporre ed esprimere attraverso la musica il suo vissuto.

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Si incontrano per caso in un locale dove lui, sentendola cantare “ha visto cose”, immaginando una band attorno a lei, prefigurando come l’accompagnamento strumentale ed un look più accattivante l’avrebbero portata al successo.

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Di qui si formerà questa unione, iniziano a credere di nuovo in loro stessi, progetto ambizioso di per sè e si andranno a scoprire i reciproci passati. La musica sarà la cura delle loro anime in pena e la possibilità di dar vita ad un impresa da speranza a chi non se la può permettere.

Decidono di adunare un pò di “musicisti allo stato terminale” che li accompagnano nella rocambolesca idea di registrate un disco en plain air per le strade di New York, vicoli, ponti, tetti… ci credono e ce la faranno. Risolvendo parallelamente le reciproche situazioni interiori, superandole o ritornando sui propri passi.

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Lo splitter, che collega due paia di cuffie allo stesso lettore mp3, l’oggetto feticcio del film, è il simbolo di una guarigione emotiva e profonda fiducia reciproca. Condividere la propria library personale è qualcosa di estremamente intimo, quasi più personale che condividere lo stesso letto.

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Godibilissima la regia, l’entusiasmo ottimistico dei personaggi, la fiducia che si crea e l’inno alla città di New York che si va a costruire durante la registrazione on the road dell’album di Greta e Dan.

Certamente il mio consiglio è.. non aspettatevi un film da oscar, nè un film che vi cambierà la vita, ma di certo neanche  qualcosa di scontato. Il taglio fresco, ritmato e fluido di tutta la vicenda fa appassionare e affezionare alla storia dei personaggi e, nonostante Keira sia più brava a recitare che a cantare, alla fine ci passiamo sopra, perchè la morale finale della pellicola è: essere autentitci paga sempre.

Be yourself, begin again.

https://www.youtube.com/watch?v=CwLuDO_Cxfc