Museo Kartell

Fra gli alberi di Stefano Arienti e la storia del design

Chi mi conosce sa bene che spesso raccolgo oggetti per strada, alcuni dei quali non arrivano nemmeno su dalle scale, altri invece si sistemano bene in casa e ci rimangono. Uno di questi lo rivedo con sorpresa durante la mia recente visita al Kartell Museum, completamente rinnovato in occasione dei 15 anni di fondazione del museo stesso. Sapevo fosse un pezzo di Kartell, ma vederlo lì dietro un vetro mi ha resa ancora più felice di questa “adozione”. Che la cassettiera fosse uno dei pezzi esposti nel museo non è il frutto di una difficile scelta tra i pezzi più importanti, perché gli oggetti ideati e prodotti dalla Kartell sono quasi tutti stati significativi per innovazione tecnologica e per design rivoluzionario. Trovano quindi quasi tutti posto nel museo in un percorso espositivo che spazia dal 1948 al 2015, che inizia dal primissimo oggetto (sarete sorpresi, era un portasci per auto) fino alle ultime creazioni, passando dai giocattoli agli strumenti da laboratorio (settore in cui, pochi lo sanno, l’azienda è tuttora leader sul mercato). La prova del loro valore è che molti di questi sono ancora in commercio a distanza di 40 anni, ad esempio i mobili componibili di Anna Castelli Ferrieri.

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Il fondatore di Kartell era un chimico, che ha unito la sua brama di innovazione scientifica alla verve creativa di sua moglie, architetto. Una combinazione perfetta che ha fatto si che l’azienda si distinguesse subito per grossa sperimentazione unita al meglio del disegno industriale, tutto attraverso la volontà di rendere la plastica, un materiale (ai tempi) nuovo e poco nobile, un cavallo di battaglia per sfide impossibili, una materia da plasmare per ottenere prodotti di eccellenza. Dalle prime sperimentazioni alle famose sedie Louis Ghost che tutti conosciamo il percorso è stato lungo e illuminato da collaborazioni importanti come tra cui Ettore Sottsass, Antonio Citterio, Ron Arad, Vico Magistretti, Philippe Starck, Piero Lissoni, Joe Colombo, Gae Aulenti e molti altri che hanno apportato nuova linfa a un progetto che ha avuto la capacità di essere tanto visionario quanto legato alle esigenze del mercato. Il tutto completamente Made in Italy!

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Nel  1999 Claudio Luti rileva l’azienda e fonda appunto l’omonimo museo (curato da Ferruccio Laviani) all’interno dell’azienda stessa, preferendo Noviglio a Milano, proprio a voler valorizzare la bellezza architettonica della struttura e l’importanza della sede principale dove tutto ha avuto inizio e dove ancora tutto si svolge. Per l’ occasione dei 15 anni, come dicevamo, il museo ha assunto una nuova veste e ha ospitato una installazione site-specific di Stefano Arienti, noto artista contemporaneo, che si è misurato con la missione di usare la propria arte per rappresentare il mondo di Kartell. Il risultato è una grande istallazione posta nell’ampio atrio del museo, chiamata “Fra gli Alberi” che, come dice il nome, rappresenta dei grandi alberi dorati, insieme a dei prodotti Kartell, disegnati in color oro su dei teli bianchi alti 9 metri. Materiali poveri come teli anti polvere da ponteggio usati come tela e inchiostro concorrono a creare una dimensione magica, come dei sipari semi trasparenti in cui viene rappresentato un giardino immaginario. Un’opera che comunica tra interno ed esterno sia fisicamente che metaforicamente.

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La mostra sarà aperta al pubblico, previa prenotazione, dal 21/10/2015 fino al 30/04/2016.

per prenotare una visita: info@museokartell.it

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