VIVERE IN NUOVA ZELANDA

Un Paese davvero lontano per mettersi in gioco

Funziona così quando comunichi ai tuoi amici che ti sposterai dall’altra parte del mondo con la testa sei già lì.

La decisione è stata sognata, combattuta, mille riflessioni e tanta emotività e alla fine quando tutti pensano che mai l’avresti fatto tu annunci il suo trasferimento. Patrick, svizzero di nascita, sin da 17 anni aveva definito chi era e deciso che aveva bisogno di aprirsi al mondo spostandosi a Milano. Dopo la scuola ha seguito le sue aspirazioni di regista e video editor collezionando esperienze professionali di formazione e soprattutto tantissimi amici! Abbiamo seguito i suoi consigli cinematografici e le sue feste a tema resteranno eventi indimenticabili perchè lui riesce a viaggiare con la fantasia e anche una semplice stanza si riempie di ottimismo e allegria. Adesso sarà il nostro turno di affrontare un lunghissimo viaggio per andare a trovarlo nella Terra di Mezzo!

Ricordi il momento in cui hai detto “Ok, si lo faccio… vado in Nuova Zelanda?

In realtà l’idea di trasferirmi da qualche altra parte nel mondo la stavo maturando da diversi anni. Milano, così come la Svizzera non me le sono mai sentite per davvero mie. Portavo dentro di me un’incredibile voglia di mettermi nuovamente in gioco, di scoprire nuovi posti, viaggiare. Allo stesso tempo però ero spaventato, sinceramente non so neanche da che cosa.
Poi finalmente da un giorno all’altro, il momento che tanto aspettavo è arrivato e tutto è diventato più chiaro. Non potevo più aspettare e non avevo davvero nulla da perdere. Era novembre e pioveva. 4 mesi dopo sono partito.

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Cosa ti aspettavi da Auckland e cosa effettivamente hai trovato?

All’inizio l’idea era quella di trasferirmi in un paese del Nord Europa. Ma poi, anche grazie alla mia passione per i viaggi, ho capito che se volevo mettermi in gioco per davvero dovevo scegliere un posto davvero lontano, in cui non conoscessi nessuno.
Così ho scelto la Nuova Zelanda, un paese non proprio dietro l’angolo, che da sempre mi affascinava, e che da sempre volevo visitare.
Ho cercato di lasciare l’Europa cercando di mantenere la mente aperta, senza particolare aspettativa e curioso di vedere cosa sarebbe successo.
Due anni e mezzo dopo, eccomi ancora quì. Ad Auckland ho trovato casa. Un posto che sento mio, che amo follemente e che non mi stufa mai. Ho avuto la fortuna di trovare l’amore, un buon lavoro e in generale uno stile di vita che sento mio.

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Parliamo del tuo lavoro. Di cosa ti occupavi a Milano? Sei riuscito a seguire le tue passioni? Hai notato un arricchimento professionale?

A Milano lavoravo come video editor.
Arrivato ad Auckland, i primi mesi li ho passati a viaggiare. Poi mi sono messo alla ricerca di un lavoro simile a quello che facevo a Milano, con l’idea che non sarebbe stata la fine del mondo fare altro, nel caso la ricerca non fosse andata a buon fine. Ho mandato il mio cv ovunque, sono andato a presentarmi di persona in tantissimi posti e ho iniziato a farmi dei contatti. E dopo un mesetto circa ho iniziato a lavorare come videographer e producer, prima come freelance, e da ormai più di un anno full time per un canale TV kiwi. Mi reputo davvero fortunato nel poter fare ogni giorno ciò che mi appassiona di più.

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Le difficoltà che si sono presentate al tuo arrivo in Nuova Zelanda e come le hai affrontate.

Posso essere completamente sincero? I kiwi sono gente davvero easy going, tutti sono gentili e fin dal primo giorno mi hanno fatto sentire il benvenuto, mi hanno aiutato a cercare casa e in generale a sistemarmi.

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Dopo più di un anno qual è il tuo bilancio?

Sono passati ormai più di due anni e mi sento a casa. Certo, famiglia e amici mi mancano terribilmente e non è sempre facilissimo. Ma allo stesso tempo so che per il momento voglio rimanere quì, non ho mai vissuto in un posto che mi desse così tanto e che ancora riesce a sorprendermi e lasciarmi senza fiato.

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Come sono cambiati i tuoi ritmi?

I miei ritmi e stile di vita sono cambiati totalmente. Sono diventato un nonno, e probabilmente anche abbastanza noioso. A Milano uscivo continuamente, senza fermarmi mai. Quì esco principalmente nei weekend. Durante la settimana mi sveglio alle 6 per fare sport o yoga e alle 10 di sera già sono a letto, cosa che non sarebbe mai successa a Milano (tanto che mia madre continua a chiedermi: che fine ha fatto suo figlio). Inoltre, una delle fortune di vivere ad Auckland è che bastano pochi minuti in auto o barca per trovarsi in posti incredibili e completamente deserti (e molto spesso senza copertura telefonica). Non c’è niente di più bello e rigenerante che riuscire ogni weekend a prendere la propria tavola da surf, un buon libro, qualche amico e andare a rilassarsi nella natura selvaggia.

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Cosa ti manca di più?

Famiglia e amici. Darei qualsiasi cosa per riuscire a riabbracciarli più spesso. E la neve, quà ad Auckland è più unica che rara. Ah, la mozzarella… E i formaggi svizzeri. E La cucina dei miei genitori. Senza ombra di dubbio.

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