BRADLEY THEODORE

"People look different from all over the world"

Abbiamo finalmente conosciuto Bradley Theodore grazie alla presentazione della capsule in collaborazione con Moleskine durante la Milano Design Week sebbene i suoi murales giravano nella nostra testa da anni!

Street artist di origini caraibiche basato nella Grande Mela, Bradley è rimasto sin dall’inizio attratto dal fashion system, celebri i suoi muri opere dedicate alle icone della moda. Un contemporaneo Jean-Michel Basquiat che sceglie di mostrare i suoi soggetti “under the skin”, sotto la pelle, ossa e teschi eleganti e variopinti ritratti con pennellate rapide apparentemente casuali, dal sapore vagamente espressionista, influenza sudamericana e una fortissima vocazione pop anni ’80. 

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Sarà la sua tecnica estremamente riconoscibile, la scelta dei protagonisti provenienti dal mondo dello stile e della moda o gli scheletri multicolor e le maschere messicane del Dia de los Muertos che hanno segnato una tendenza globale ad averlo reso in poco tempo uno degli artisti più influenti del panorama contemporaneo.

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Il successo è stato ufficialmente raggiunto quando a Bradley è venuta la geniale idea di ritrarre Karl Lagerfeld e subito dopo Anna Wintour. Ritratti amati, condivisi e divenuti popolarissimi che dai muri di New York sono stati rielaborati da una fortunata serie per esposizioni in gallerie. E poi ci sono state Coco Chanel, Kate Moss, le copertine dei magazine di moda in versione street art, collaborazioni con brand, shooting… Tutto documentato dal suo account instagram!

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Cosa c’è “under your skin”?

What drives me every day is when I think about all these great artists in the past, I try to create great work that would be able to stand next to theirs one day.

Com’è stato il passaggio dalla strada alla galleria?
Most artists think of it as a transition, but I think of it as a natural evolution. I had been approached by galleries that had seen my artwork on the streets, so it was a natural next step for me to begin working with a top gallery, such as Maddox Gallery in London.

Hai scelto come base NYC ci descrivi l’energia e le vibrazioni che questa città trasmette e dove trovi le inspirazioni per le tue opere.
What makes New York City vibrate is the energy that people all over the world bring to the city when they either come to visit or move there. Everyone comes to New York to create something special and be a part of a special city, but they will always face challenges. It’s those challenges and how people overcome them that give New York the greatest energy.
I find inspiration all over the city – there’s an endless supply of creativity and inspiration. I find it in books, the architecture of buildings, libraries, and even people on the street – the way they look, the clothes they wear – people look different from all over the world, so it’s inspiring to see them all come together in New York.

Chi sono i tuoi maestri?
Leornardo da Vinci, Jeff Koons, and Willem de Kooning

Cosa ne pensi di Milano? Hai per caso lasciato un segno del tuo passaggio?!
I love the exciting energy in Milan, especially right now during Design Week. Milan gives me the same feeling that I felt when I moved to New York – creative people are coming from all around the world wanting to be part of something great and to share their creative ideas during this special week.
I’ve had an amazing time here in Milan during design week, this city is so cool. I eventually want to start an artist residency here to work with aspiring artists and help reflect all the emotional feels of this great city.
I painted my first Milan mural at the Moleskine Café, so that was really special for me, especially since I’ve been a fan of the Moleskine brand my whole career. I painted my favorite Coco Chanel portrait, so you should check it out while it’s still up during Design Week!

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La collaborazione con Moleskine, che forse non tutti sanno che è brand milanese nato 20 anni fa agli albori del digitale scommettendo sul crescente bisogno di oggetti di qualità per frequent travellers con tanti pensieri nella testa, è stata un incontro creativo a tutti gli effetti. Bradley Theodore è stato chiamato a dare la sua personale interpretazione di alcuni classici della collezione: il taccuino nero, icona del design, essenziale, tascabile e resistente, creato originariamente per raccogliere schizzi, pensieri e idee quando si è in viaggio incontra lo zaino collezione Classic, naturale evoluzione del taccuino, angoli arrotondati, elegante ma solido, con la sua speciale shell, la base semirigida, adatta ad essere posata a terra in tutte le situazioni.

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Due oggetti “nomadi” per eccellenza che rientrano nel concetto alla base del brand: esplorare il significato del viaggio come stile di vita. Nell’era del neo-nomadismo, gli oggetti che portiamo con noi assumono nuovi significati, non solo strumenti funzionali che facilitano la vita in movimento, ma oggetti ricchi di significato che raccontano qualcosa circa i loro possessori e circa i luoghi visitati. La collezione di borse Classic di Moleskine, disegnata da Giulio Iacchetti, per le sue forme, la portabilità e la versatilità vuole essere un simbolo del nuovo nomadismo creativo.

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Bradley Theodore, Artista in collaborazione con Moleskine durante l’allestimento presso il fuorisalone di Milano 2017- Ph. Andrea Mariniello

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