IN BICI SENZA SELLA

Crowdfunding per una generazione di precari con le idee!

Quando ci siamo conosciuti eravamo senza pensieri, nessuna ansia e nessun progetto per il futuro, l’unico obiettivo della giornata era trovarsi al parchetto di Balduina a giocare! Sono passati diversi anni (non specifichiamo!) e oggi ci ritroviamo a riflettere sulla condizione della nostra generazione che con tante speranze si è laureata, masterizzata, ha conseguito uno, due, troppi stage gratuiti… alimentata da un ideale di un avvenire in cui tutto sembrava possibile. Ci sentivamo tutti un po’ speciali e in diritto di essere considerati perchè formati in maniera adeguata, poi subentra la crisi infinita, e non solo finanziaria, ma culturale, aspirazionale, che getta il mondo in uno stato di nevrosi condivisa.

Ma ci sono persone che scelgono di non crogiolarsi in questo stato e uniscono le forze! Questo è il caso del progetto “In Bici Senza Sella”, un film ad episodi realizzato da 7 Registi e 9 Autori esordienti di talento che affrontano il punto di vista dei veri precari con una sana dose di autoironia mostrando la condizione dei giovani che vivono le vite di altri dallo schermo, con la paranoia del posto fisso e la delusione di tante promesse anni Ottanta.

“Un film che nessun genitore avrebbe mai voluto vedere e che nessun figlio dovrebbe perdersi! Questo è il nostro Film”.

https://www.youtube.com/watch?v=Sj7uC37m1qw

Innanzitutto chi siete e come vi siete trovati a condividere questo progetto.

In Bici Senza Sella nasce due anni fa. Ero da poco tornato da un’esperienza di tre anni a Londra e avevo da poco cominciato il mio lavoro di produttore. Ciò che mi sorprendeva era che al contrario dell’Inghilterra, nel nostro Paese ai giovani di talento venivano date poche possibilità di realizzarsi. Così, una sera…avevo appena finito di vedere “Signori e Signore buonanotte” mi si accende una lampadina. Perché non provare a mettere insieme tutti esordienti di talento e dargli la possibilità insieme di esordire al cinema? Così, insieme a Vittoria Brandi, mia collega nonché autrice di alcuni degli episodi, ho chiamato a raccolta tutti i ragazzi, ci siamo seduti intorno ad un tavolo ed abbiamo cominciato a scambiarci idee.

Il tema del Precariato era un tema caro a tutti, vivendolo tutti i giorni sulla nostra pelle. Ma tutti i registi e autori coinvolti erano convinti di voler affrontare il tema da un punto di vista diverso. Non piangersi addosso, non attaccare nessuno (politici e varie…) ma proporre una visione grottesca, ridendoci sopra, e soprattutto proporre soluzioni, per assurde che fossero. Il titolo nasce un po’ per caso. Cercavamo un titolo che potesse rappresentare il film, nessuno ci piaceva, poi ci siamo chiesti: “scusa, ma per noi, com’è essere precario?” ed io “ Mah, se lo devo descrivere con una figura, è un po’ come andare in bici senza sella”, ci siamo guardati sorridendo, avevamo già capito. La sera dopo accendo la televisione e vedo gli ultimi minuti di una gara di Mountain Bike (era il periodo delle Olimpiadi), non volevo crede ai miei occhi, un ciclista, per di più italiano, stava tagliando il traguardo per secondo senza sella. Subito dopo un’inviata Rai lo intervista e gli chiede “ma come si fa a pedalare senza sella?” e lui “mah, è un po’ come stare in Italia”. Non potevo avere dubbi, quello era il titolo!

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Perché un crowdfunding?

Perchè ci sembrava lo strumento adatto per realizzare un film corale. Un film Manifesto. Anche perché se il nostro fine era rivolgersi alle persone, volevamo vedere se riuscivamo anche ad essere supportati dalle persone.

Link per contribuire al progetto!

Affrontate il tema della nostra generazione, dell’illusione di un sogno anni ’80 che oggi sfocia nel precariato dei laureati. Ma si dice siano questi i momenti in cui nascono le idee migliori. 

Si, almeno cosi si dice…Il progetto nasce proprio dalla disperazione, dallo sconforto, ma in questo caso siamo riusciti ad incanalarlo “produttivamente” e “artisticamente”.

Le serie tv, l’analfabetismo digitale e il potere dei social network. C’è ancora spazio per il cinema oggi?

Ne sono profondamente convinto! Certo, le abitudini ed i modi di fruizione sono molto cambiati, ma per fortuna ci sono ancora tantissime persone, credo la maggioranza, che amano dedicare due ore del proprio tempo ad un film. Il fatto che ci siano prodotti di pochi minuti per il web, così come molte serie televisive, non esclude il fatto che un prodotto cinematografico riesca ancora ad attrarre milioni di spettatori.

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Come il pubblico ha risposto alle prime proiezioni?

Appena finita la proiezione al festival di Trevignano avevo accanto a me Sole e Luca Scapparone (amico, attore, e braccio destro nel vero senso della parola) da una parte e Francesco Dafano dall’altra, eravamo impauritissimi, ma sicuri di aver portato qualcosa di bello. Al buio partono gli applausi, uno scroscio di applausi che non terminava più, credo di essermi commosso anche!

Progetti futuri.

Per ora cerchiamo di portare a termine questa sfida, poi si vedrà. Siamo un gruppo di persone piene di idee, e non ti nego che alcune di esse sono già su carta. Devo ammettere che la parte più entusiasmante di questo lavoro di gruppo è stata proprio l’estrema creatività, per scegliere 7 episodi ne abbiamo scritti tanti di più, e alcuni di essi molto molto validi. Magari faremo un In Bici Senza Sella 2!

Domanda di rito… Che modalità avete in testa?

Se proponiamo un film ad episodi nel 2015 vuol dire che siamo proprio démodé!!! A parte la battuta, abbiamo deciso di muoverci in modo silenzioso ma costante, come l’acqua…e come si sa l’acqua è difficile da fermare!!!