JOYS & PEETA

Le "buone vecchie abitudini" degli street artists!

Sono tra le firme piú promettenti della street art internazionale, entrambi hanno uno stile unico e riconoscibili e sebbene i loro nomi possano ingannare sono italianissimi!

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Joys di Padova classe 1974 ha cominciato la sua carriera come writer negli anni ‘90, incentrando la sua ricerca sul lettering. Nel tempo le lettere hanno subito una rielaborazione che le ha trasformate in vere e proprie strutture visive, architetture del segno che creano una concatenazione dall’effetto tromp l’oeil.

Peeta nato nel 1980 vive e lavora a Venezia, ha una formazione in scultura e design industriale che lo hanno aiutato a sviluppare una particolare tecnica pittorica 3D. Per Peeta la pittura e la scultura contribuiscono in maniera complementare alla ricerca sulle forme, colori e luce.

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Dopo aver seguito i lavori dei due artisti sui muri di tutto il mondo li abbiamo incontrati in occasione della mostra My good old habits alla galleria Wunderkammern di Milano.

L’esposizione intende instaurare un dialogo nel quale Joys e Peeta mettono a confronto la loro rispettiva ricerca artistica ed estetica, metafora delle loro abitudini e tradizioni. Gli artisti dimostrano che nonostante le differenze, e soprattutto grazie ad esse, è possibile arrivare a una perfetta sintesi e unione dei loro stili artistici. In galleria saranno presentate opere su vetro retro dipinto di Joys e opere a tecnica mista su tela di Peeta, oltre che ad alcune tele create a quattro mani.

WK Peeta work in progress Campobasso pic by Daniele Pace 2 e1494364608983 JOYS & PEETA

Come è nato il vostro incontro creativo?

P: Dipingiamo assieme dagli anni ‘90, essendo parte della stessa crew, dunque il nostro incontro ha radici molto indietro nel tempo. Joys è sempre stato per me una fonte di ispirazione, un mentore ed un maestro di stile. Anche se abbiamo sviluppato lo stile tridimensionale in modo diverso, molti step creativi e stilistici li abbiamo percorsi assieme, come parte di un percorso di continua ispirazione e contaminazione. Sicuramente il lavoro svolto assieme lo scorso inverno a Milano per NXY Hotel ha giocato un ruolo fondamentale nel rivelare il potenziale della nostra collaborazione al grande pubblico e ha dato vita ad un nuovo modo di concepire, anche per noi, la nostra collaborazione: non più semplicemente affiancando i nostri lavori ma unendoli ad occupare la stessa superficie creando oggetti dalle forme ibride.

J: Negli anni ‘90, ci siamo conosciuti a Padova. Da quel momento abbiamo iniziato a dipingere assieme ad una serie di pareti murali. Siamo poi entrati entrambi nella EAD crew, io nel ‘93 e Peeta qualche anno dopo.

WK Joys and Peeta NYX Milan 2017 pic by Marco Curatolo LabC3 project by Question Mark and Iris Barak e1494364699673 JOYS & PEETA

Come funziona il processo di scelta di un proprio segno identificativo e come si evolve con il tempo nelle opere?

P: Non saprei dire, la scelta delle forme e del segno è stato qualcosa di automatico, una specie di “selezione naturale” per cui quello che funzionava rimaneva e si evolveva ed il resto pian piano veniva eliminato o dimenticato. E all’interno di questo processo decisionale non considero solo il segno ma anche la tecnica (il modo in cui scelgo di fare le sfumature, le ombre, etc.) che contribuisce al mio immaginario estetico nella sua totalità. Una cosa importante è riconoscere che, spesso, forme e tecniche di questo tipo di arte – i graffiti – sono state dettate da un’evoluzione sulla quale hanno pesato molto i limiti tecnici e logistici dell’esecuzione, delle dimensioni dell’opera e dei supporti. Così, le mie forme corrispondono spesso alla mia gestualità ed essa dipende a sua volta dalle forme e dalle dimensioni del mio corpo. Ad esempio, l’ampiezza del raggio di una lettera sarà probabilmente della stessa misura della lunghezza del mio braccio e la sua traccia, l’espressione più fluida di un mio movimento naturale. Una volta individuato, il segno si evolve di continuo con l’obiettivo di migliorarsi esteticamente secondo tutti i canoni o rispetto all’esigenza contingente. L’evoluzione coinvolge ogni singola lettera, che ha la sua identità, ed il modo in cui le lettere interagiscono tra di loro.

J: E’ un percorso, non direi che è qualcosa di ricercato e studiato ma semplicemente accade. Personalmente una cosa molto importante per me è stata sempre la ricerca dell’originalità. Studiando ho cominciato ad elaborare il mio stile; in Australia in particolare ho iniziato a sviluppare, all’inizio per una questione di praticità nel dipingere i treni, le linee orizzontali accompagnate da tratti curvilinei. Nel tempo le curve sono sparite, ed è emerso il mio attuale stile.

WK Peeta Lido Venice 2012 e1494364758618 JOYS & PEETA

Quando avete capito che l’arte poteva essere la vostra professione?

P: Ho sempre dedicato il mio tempo libero ai graffiti ma ho valutato l’idea che potessero diventare anche il mio lavoro quando ho realizzato che qualunque studio intraprendessi e lavoro facessi, era implicitamente mirato ad arricchirmi di qualche nuova conoscenza da sfruttare, al fin fine, per i graffiti: dallo studiare scultura per imparare a disegnare i volumi al dedicarmi poi al design industriale per migliorare le tecniche, alle tante altre attività attorno a cui gravitavo. Ho iniziato a vendere le mie opere per pagarmi gli studi universitari e per un po’ ho lavorato come designer, appena ho realizzato che potevo vivere solo attraverso l’arte mi sono dedicato totalmente a quella.

J: Quando ho iniziato a passare la totalità del mio tempo su questo! In quel momento ho capito che l’arte poteva essere la mia strada, cosa che non avevo pronosticato da ragazzo.

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Mentori e inspirazioni del vostro stile.

P: I pionieri europei dei graffiti 3D: Delta, Daim, Loomit, Seak, Toast.

J: Sicuramente una delle mie principali ispirazioni sono le figure impossibili di Escher, per quanto riguarda i graffiti gli artisti Delta e Sento.

WK Peeta No Limit Borås Sweden 2014 2 e1494364843509 JOYS & PEETA

Siete in parte “responsabili” della riqualificazione di molte aree dismesse delle città. Reazioni positive e negative, aneddoti, degli abitanti di queste zone “costretti” a convivere con l’arte.

P: Purtroppo la maggior parte dei miei lavori non li eseguo nella mia città quindi riesco difficilmente a monitorare l’impatto che essi hanno sulla vita quotidiana di chi vive quegli spazi. Un esempio che mi sta molto a cuore è però quello dell’esperienza della scorsa estate a Draw the Line a Campobasso dove ho passato molto tempo a causa di condizioni climatiche avverse e anche di un lavoro di lunga e complicata esecuzione. Lì ho avuto occasione di passare del tempo con le persone che vivevano all’interno degli spazi che stavo dipingendo e di assistere alle loro reazioni mano a mano che la mia opera prendeva forma, di amalgamarmi alla vita di quartiere e coglierne l’atmosfera instaurando un rapporto di armonia con la comunità. L’epilogo infatti, tanto inaspettato quanto commovente, è stato un barbecue a sorpresa, nato dall’organizzazione spontanea di tutti i condomini, che hanno voluto cenare assieme sotto al muro non appena finito, per celebrare questa novità positiva per il loro quartiere assieme a me.

Amazing 3D Graffiti by Italian Street Artist Peeta 3 JOYS & PEETA

J: Una cosa bellissima è successa a Padova mentre lavoravo ad un progetto in un posto abbandonato. Nel momento in cui sono uscito dall’edificio una signora mi ha applaudito, ringraziandomi per averle fatto rivivere il posto. Questo è il genere di cose che mi danno soddisfazione. Tuttavia, penso anche che la riqualificazione sia qualcosa riguardante la sfera politica, il nostro intervento è più di tipo estetico. A volte nelle case popolari le persone non capiscono la “riqualificazione” tramite l’arte, quando le loro abitazioni necessitano di seri interventi di manutenzione.

WK Peeta Draw the Line Festival Campobasso 2016 e1494364504664 JOYS & PEETA

Dato il titolo della mostra adesso vogliamo conoscere le vostre peggiori abitudini!

P: Di dire sempre di “si”, anche quando so che dovrei dire di no.

J: Dipingere i treni è una delle mie peggiori e migliori abitudini!

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Joys e Peeta “My good old habits”

vernissage: mercoledì 10 maggio, 18.30 – 21.30

Wunderkammern Gallery Via Ausonio 1A, Milano

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