VIRGILIO VILLORESI

L'artigiano dell'immagine

Virgilio Villoresi nasce a Fiesole nel ’79 e sembra che tutta la sua vita sia stata una collezione continua di atmosfere oniriche, ricordi d’infanzia, piccole storie e oggetti curiosi. Virgilio è un video maker, uno dei più importanti rappresentanti del cinema di animazione italiano, nei suoi progetti ci mette l’anima e questo si sente in ogni dettaglio, la sua sensibilità si percepisce in tutti i suoi certosini lavori dai quali si rimane colpiti e totalmente coinvolti.

Virgilio materializza sogni, costruisce immaginari che affondano le radici nel mondo delle fiabe, dei caroselli, video art, illustrazione e cinema di ricerca, quello da veri intenditori che va da Jerzy Zitzmann alle pellicole sperimentali di Chris Marker, Norman McLaren fino alle avanguardie europee dei Cocteau e Buñuel…

[vimeo]https://vimeo.com/8776603[/vimeo]

Dopo gli studi al DAMS di Bologna si trasferisce a Milano dove persegue i suoi obiettivi in maniera del tutto autodidatta e costruisce un microcosmo personale, un collage di sensazioni, una collezione da “ossessivo compulsivo”, come si definisce lui stesso, ricca di preziosi cimeli, strumenti del passato e strani giocattoli con cui realizza le sue scenografie. Già partendo dal suo website potete farvi un’idea!

Ha lavorato con noti brand (ma anche band come Vinicio Capossela, Dente) con cui ha condiviso la sua visione estremamente colta e complessa, da Valentino, Moleskine, Fendi a Fornasetti, per loro ha raccontato fiabe, momenti ludici e raffinati immediatamente riconoscibili grazie alle sue animazioni in cui live action e stop motion dialogano.

[vimeo]https://vimeo.com/175930114[/vimeo]

“Artigiano dell’immagine”, “artista degli oggetti”… Diverse espressioni per definire il tuo stile unico, sperimentale, privato ed emotivamente coinvolgente. Come è nata la tua passione per l’animazione?

E’ nata guardando i flipbook che mia nonna possedeva in casa. quando li facevo scorrere da bambino è stata come un illuminazione, un esaltazione bambinesca che è ancora viva dentro di me.

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I tuoi video sembrano essere liberi da ogni limitazione di tempo e luogo. Da dove provengono le tue ispirazioni?

Da tutta la mia collezione di oggetti di modernariato, oggetti vintage, i film polacchi anni ’50, le culone in bicicletta, l’odore della terra bagnata, Matisse, Magritte, il risotto alla milanese, le giornate pigre, Praga anche se non ci sono mai stato, le ballerine, i locali vuoti, ecc.

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L’ultimo oggetto significativo che hai trovato.

Un musical book di fine 80, un libro parlante per intenderci. Ogni pagina ha una leva e l’illustrazione suona letteralmente. Sublime.

[vimeo]https://vimeo.com/124026097[/vimeo]

Com’è stato lavorare con Barnaba Fornasetti?

Crediamo alla stessa religione, e cioè alla bellezza pura, classica, dell’immagine. Ormai siamo amici e credo che lo rimarremo a lungo 😉

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E per Outdoor Festival cosa hai pensato?

Ho pensato a un occhio che guarda il pubblico e si scompone, come uno specchio che guarda un altro specchio. Mi piaceva l’idea di dare un anima attraverso il movimento e allora ho posizionato un motore per far girare la struttura di plexiglas colorati che formano l’occhio attraverso un fascio di luce ogni 180 gradi grazie a un gioco di prospettiva forzata.

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PH. Alberto Blasetti

Virgilio partecipa all’edizione 2016 di Outdoor Festival, leggi il programma e la nostra intervista alla curatrice!