MA XX I

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MA XXI
“è il pubblico che si espone all’arte e non viceversa”

Maxxi visione per una struttura creativa tanto ampia da farci sentire piccoli playmobil in una città virtuale. Saliamo, scendiamo, camminiamo, un contenitore dentro l’altro e poi corridoi, scalinate, labirintici percorsi in un mondo capovolto fatto di percezioni sintetiche e interpretazioni cerebrali, una sorta di scatola cinese con spazi densi privi di continuità, è un percorso personale senza preconcetti verso l’immortalità dell’arte contemporanea.
Perdiamo l’orientamento in un’apparente assenza di tridimensionalità e ci ritroviamo ad osservare gli aghi e le punte affilate di Gino De Dominicis che pungolano la nostra curiosità, entriamo nella opere di Kutlug Ataman e studiamo le enormi mappe di Alighiero Boetti, siamo alla ricerca di un segnale, di un itinerario mentale fuori dalle sbarre delle convenzioni verso una libera modalità di interpretazione, pronti a scrivere le prime impressioni sulla tabula rasa dei nostri pensieri: D’IO.

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