De battre mon coeur s’est arrêté

di streaming in francese e riflessioni sulla vita

“De battre mon coeur s’est arrêté” non si traduce “The beat that my heart skipped”, né tantomeno “Tutti i battiti del mio cuore”. Ovviamente la versione del titolo italiana è quella meno appropriata di tutte, tanto che quasi significa il contrario dell’originale.

tutti i battiti del mio cuore De battre mon coeur sest arrêté

Il film è francese, e al francese il cuore si è fermato, ha smesso di battere! Smesso, finito, si è arrestato, forse solo per un secondo ma è grave … una tragedia. All’inglese invece ha saltato un battito, grave ma poi non così tanto; avrà un’aritmia.

L’italiano invece sembra godere di ottima salute perchè sente “Tutti i battiti del suo cuore”. Sembra una di quelle vecchie barzellette in cui c’è un italiano un inglese e un francese… invece è solo una riflessione su quanto purtroppo accade spesso, oltre che nel titolo, anche nelle sceneggiature che perdono di valore con la traduzione o semplicemente non colgono l’esprit originale.

Una riflessione anche sul cinema francese in generale, che per quanto possa risultare spesso complesso (per gli italiani che lo dicono c’è sempre Checco Zalone nella sala accanto), continua a proporre film coraggiosi come  “Dheepan. Una nuova vita” di Jaques Auriaud, che, visto di recente, mi ha messo voglia di rivedere “Tutti i battiti del mio cuore” film del 2005 dello stesso regista. O dovrei dire “De battre mon coeur s’est arrêté”, visto che questa volta la visione è stata in lingua originale. Evviva lo streaming e i sottotitoli che salvano spesso le nostre serate!

Del film ricordavo lo sguardo di Romain Duris, la colonna sonora, un pianoforte, Parigi, una ragazza cinese e un sacco di botte…

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Thomas ha un talento e un sogno, diventare un concertista come la madre morta, ma non trova la sua strada, anzi si perde in affari loschi e criminali. Thomas ha 28 anni e non sa ancora se dovrà continuare ad usare le mani per picchiare o per suonare. Un incontro fortuito fa sperare per la seconda chance, complice un’insegnate cinese appena arrivata a Parigi con la quale l’unico mezzo di comunicazione è appunto la musica (non parlando lei francese). Parigi, come un grande palcoscenico  fa  da sfondo al cambiamento di Tom: una storia d’amore passionale, i conflitti con la figura paterna, l’incomunicabilità con la sola donna che gli cambierà la vita, la notte in cui di aggira bello e dannato, alla ricerca di se stesso, del coraggio di cambiare, di diventare adulto.

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Un percorso a curve di brutalità e dolcezza, amore e disprezzo, musica classica ed elettronica. Un bel viaggio se vi va di farlo (e di riflettere).

Il finale sorprende.

Curiosità: il film è un remake del film del 1976 “ Rapsodia per un killer “. Con quel titolo, avreste mai scelto di guardarlo?

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=LtKZso_wFZ4[/youtube]

 

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