FRANCES HA

Are you still undateable?

Hai presente quelle sere in cui hai un disperato bisogno di dire: ok almeno qualcosa di interessante oggi l’ho fatto?! Ecco che incuriosita dalla locandina parte il film Frances Ha, assolutamente passato in sordina nelle sale italiane, come sempre direi per ciò che non fa “botteghino”. E come potrebbe farne una pellicola del genere sospesa tra le atmosfere alla Io e Annie del Woody d’annata e l’energia e sana ambizione di Flashdance?!

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Una pellicola indipendente che il regista, Noah Baumbach, ha sviluppato partendo dalla protagonista, sua compagna nella vita, che vive una storia metropolitana di sentimenti spontanei e problemi quotidiani guidati da un karma biricchino in bianco e nero.

Frances vive simbioticamente con la sua migliore amica Sophie in un’appartamentino a New York. Le sue relazioni quanto il suo quasi lavoro di ballerina sono inconcludenti e le porte che potrebbero aprirsi per lei sfumano come treni in corsa. La protagonista è Greta Gerwig che affronta la vita in maniera meravigliosa e scanzonata, senza affliggersi mai nemmeno quando si ritrova senza casa! Frances si aggira tra Brooklyn, Chinatown, Sacramento, Parigi e cene imbarazzanti con coetanei realizzati nella vita come fosse un coniglio abbagliato dai fari di un auto. Vicina e lontana, l’amica di sempre ha il viso occhialuto di Mickey Sumner, mentre il suo tentatore alla nicotina casalinga è il bipolare di Lena Dunham in Girls, Adam Driver.

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Come per molti anche io ho pensato ad una Manhattan al femminile ma in versione nuda, spogliata dei romantici contesti e delle corse disperate per l’amor perduto quì si celebra l’intimo anonimato del nostro secolo in una continua e incessante ricerca verso l’essenza.

“Sometimes it’s good to do what you’re supposed to do when you’re supposed to do it”.

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