The Lobster

fantascienza in salsa retrò

%name The Lobster

C’è un preciso genere di persone (e io ne faccio parte) che, dopo aver visto la locandina di The Lobster, un vuoto abbraccio in bianco e nero, e di conseguenza il trailer, si precipitano al cinema pregustando già il piacere di un film da godere e ricordare, per cui valga la pena di spendere 8/12 euro. Dati i costi spropositati del cinema, oggi infatti è nata, nella “conversazione da bar” sull’argomento, la distinzione netta tra film che vale la pena vedere al cinema e film da visione casalinga. Ebbene, come lo possiamo catalogare questo film? Non saprei, anche perché a me questa distinzione mette i brividi, ma vi posso spiegare perché il mio entusiasmo post locandina si è un po’ spento sui titoli di coda. Se non avete visto ancora The Lobster vi annuncio che sto per spoilerare, anche perché, in verità, la trama è ciò che c’è di più originale e non può non essere raccontata brevemente.

%name The Lobster

In un mondo in cui non si può essere single per legge, un uomo (interpretato da un Colin Farrel panciuto) viene lasciato dalla moglie e finisce nell’hotel/ghetto dei singles, dove ha 45 giorni per trovare l’anima gemella se non vuole essere trasformato in un animale a sua scelta. I suoi tentativi falliscono nonostante, o a causa delle attività perverse promosse dall’organizzazione dell’hotel.  Quindi l’aragosta (era quello l’animale prescelto) decide di scappare nel bosco dove vivono i ribelli guidati da una ragazza (Lea Seydoux) spietata tanto quanto i gestori dell’albergo. La situazione si ribalta e dai grembiuli bianchi dei camerieri, dalle serate danzanti in abiti da sera si passa a raincoat, fango e vita selvaggia. Ora tutti ci aspetteremmo che vita selvaggia corrisponda a libertà, ma no: corrisponde all’obbligo di stare da soli, come contraltare estremo all’obbligo di accoppiarsi. Nel bosco però Lui incontra Lei (Rachel Welch), si innamorano e meditano una fuga in città (che forse è il posto più inquietante dei tre, sorvegliata da poliziotti che controllano che tutti siano accoppiati).%name The Lobster

Di qui una serie di vicende grottesche e forzate, con pochi momenti di humor, che sprecano un soggetto così geniale e singolare, studiato come metafora per raccontare le difficoltà dell’esistenza degli individui adulti, oppressi dalla necessità sociale di non vivere “scoppiati”, indecisi se sia più tremenda una vita di coppia infelice o una vita solitaria. Una violenza nichilista non adeguatamente dosata pervade tutto ovattata da colori pastello (anche Haneke è nichilista ma non cerca di piacere a nessuno). L’ambientazione infatti è volutamente atemporale, ma se per logica di fantascienza è futuro, per mondo visivo è passato. Una fantascienza in salsa retrò che diventa però un misto tra l’immaginario di Grand Budapest Hotel nella prima parte e il film The Beach nella seconda parte (colgo solo io il parallelo?).

Chi ha visto Alps, film del 2011 dello stesso regista  Yorgos Lanthimos, ricorderà lo stesso trucco fantascientifico utilizzato per scandagliare i paradossi della società: la pellicola però orfana di attori famosi e produzioni danarose era rimasta nell’ombra, se pur candidata all’Oscar. Ebbene, senza voler giocare per forza a quella che critica i film di successo, vi invito a guardarlo per capire quanto questo regista sia geniale, anche senza budget, anche senza attoroni rassicuranti per lo spettatore, anche senza dover assomigliare per forza a qualcos’altro.

%name The Lobster

In Alps (altra locandina stupenda) una bizzarra squadra di eroi cercava di sostituirsi ai defunti per evitare il dolore ai propri cari: un tentativo assurdo, almeno quanto è assurdo sperare che una relazione amorosa sia garantita da un elemento in comune (nel film quasi sempre fisico) senza il quale la coppia non ha solidità. Meno assurda è l’idea di un hotel per single (manette, crudeltà e trasformazioni a parte); mi chiedo come nessuno ci abbia ancora pensato! Evidentemente sono più discreti per chi li usa e vantaggiosi economicamente per chi li gestisce, i social network (di incontri e non) dove molti si affannano a trovare l’anima gemella ingannati da “match” di interessi. E per chi non li utilizza.. non rimane che indossare  impermeabile e  cuffiette e avventurarsi nel  bosco?

Note:

-Non lasciatevi ingannare dagli attori prestati da Hollywood. La produzione comprende ben 5 paesi europei ( Grecia, Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, Francia).

-Attenzione  alla new wave greca perché potrebbe sorprenderci sempre più positivamente. Primo fra tutti Yorgos Lanthimos di cui sono sicura sentiremo ancora parlare

-Guardatelo ( o riguardatelo) in lingua originale perché il cast  ha conservato nella recitazione il suo accento originario, segno distintivo di una volontà di conservazione delle singole identità, desiderata da Lanthimos.