HURTS IN CONCERTO A MILANO – felicità in contrasto con il dolore

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 Non è facile per me scrivere questo articolo.
Difficile infatti scrivere di un gruppo che in così poco tempo, e con un solo cd all’attivo, è riuscito a darti così tanto.
Difficile riuscire a descrivere l’insieme di sensazioni che gli Hurts sono riusciti e riescono tutt’ora a darmi. Difficile riuscire a descrivere ciò che  quelle così gelide canzoni che compongono “Happiness”, gelo che con maestria si contrappone ad un titolo positivo come quello dell’album, sono diventate parte di me, e mi faranno in futuro ricordare questo mio determinato periodo.
Gli Hurts sono un duo britannico composto da Theo Hutchcraft e Adam Anderson, che traggono la propria ispirazione dall’italiana corrente musicale del Lento Doloroso (un derivato della italo-disco che all’inizio degli anni 90 trovò collocazione solo in ambiti indie, senza mai riuscire a trovare il successo di massa) e dalla new romantic music dei fastosi anni 80 (Spandau Ballet, Depeche Mode e Duran Duran..)
La malinconia, la freddezza, la tristezza, il dolore. La compostezza,  il vuoto,  il senso di inquietudine. Ma anche tante emozioni, quelle sincere. E le riflessioni, la maestosità, la speranza. Questi per me sono gli Hurts. Questo è ciò che mi regalano ogni volta che ascolto un loro brano.
E questo è quello che sono riusciti a trasmettere nel concerto che hanno regalato ai propri fans lo scorso 27 ottobre all’Alcatraz di Milano. Nonostante siano solamente al primo cd, lo show si è rivelato ben solido, una vera estasi per i sensi. Un viaggio pazzesco della durata di un’ora e mezza, in cui il duo, accompagnato da una band musicale, composta per lopiù da archi e da due intriganti ballerine, ti trasporta nel loro teatrale, triste, dark, a tratti gotico, romantico mondo. Ti cullano, riescono a farti completamente lasciare andare,  a non farti pensare a quello che ti aspetta al di fuori di quelle 4 mura. Gli Hurts ti ipnotizzano, è questa infatti la sensazione che ho provato durante tutto il concerto.
Dalle più famose “Wonderful Life”, “Better Than Love”, “Stay”, e “Sunday” alle meno conosciute “Illuminated”, “Confide In Me” (splendida cover della canzone di Kylie Minogue), “Verona”(dedicata alla splendida città italiana, luogo in cui si è formato il duo), e la magica e sentita “Unspoken”. Queste e molte altre  le canzoni suonate nel corso della serata,  che sono riuscite nell’intento di coinvolgere ed emozionare il pubblico.

Uno spettacolo meraviglioso. Chapeau.

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