JOLLY MARE

La Italo-Disco e Reverso Festival

Si potrebbe dire che l’arzillo Giorgio Moroder abbia dato il via a questo ritorno alla disco anni ’80 ma in realtà quali sono le origini della club culture italiana?

Lo scopriremo con REVERSO FESTIVAL sabato 2 aprile, un progetto di Le Cannibale in collaborazione con la Santeria Social Club, che dalle 11:00 alle 03:00 approfondirà l’eredità della Italo-Disco con musica, workshop, un market del disco e di prodotti legati agli anni 80, intrattenimento, proiezioni, talk, ricette e bevande ispirate al periodo e un closing party con alcuni dei più grandi dj del panorama disco italiano. In consolle Alexander Robotnick, Bottin, Beppe Loda, Brioski, Fabio De Luca, Francisco, Fred Ventura, Italoconnection, Robotalco, Rollo//Dexx, Uabos e molti altri.

Durante il festival vi segnaliamo un workshop di approfondimento sulla scena clubbing e la produzione musicale tenuto da Jolly Mare, che per l’occasione abbiamo intervistato per avere qualche anticipazione sia sul festival che sul suo nuovo album in uscita!

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Come nasce la passione per la musica tanto da mettere da parte una laurea in ingegneria meccanica? Rimpianti?
Ribalterei la domanda, come è possibile mettere da parte la musica per una laurea in ingegneria meccanica? Specie se l’hai studiata, suonata, amata fin da quando eri bambino. Rimpianti no, gli anni in università sono stati formativi, io sono un ingegnere ed anche un produttore musicale, le vedo come due cose che si completano.

Sei stato scelto da Redbull Music Academy nel 2013, ci racconti la tua esperienza a NY? Come è cambiata la tua carriera da allora?
Tutto cio’ che di più bello un musicista possa desiderare: studi di registrazione super accessoriati a Chelsea con vista sulla Freedom Tower, colazione con Flying Lotus mentre sul divano alle tue spalle Brian Eno sorseggia un the e legge il giornale, tante persone fantastiche piene di talento, pronte condividere ed a collaborare. Una esperienza ai confini della realtà che mi ha insegnato tanto. Più che la mia carriera, dopo quei giorni sono cambiato io, e di conseguenza la mia musica.

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L’8 Aprile uscirà il tuo nuovo disco con un’etichetta di Brooklyn, la Bastard Jazz. Com’è nata questa collaborazione? Cosa ci dobbiamo aspettare da questo nuovo album?
Mi hanno scritto su Facebook qualche mese fa dopo aver ascoltato un mio inedito mandato in onda da Gilles Peterson su BBC Radio. Per caso ero a New York in quei giorni così ci siamo dati appuntamento al release party dell’album Illa J, fratello del leggendario J Dilla, pubblicato su Bastard Jazz appunto.
Cosa aspettarsi? Un grande racconto musicale senza un genere ben definito, da ascoltare per intero per poter essere compreso.

La tua musica incorpora vari elementi presi dagli anni ’80 in chiave dance. Raccontaci la tua passione per italo disco e i protagonisti che segui (o hai seguito).
La mia musica non deriva soltanto dagli anni 80 così come non è solo dance, schematizzarla in questo modo è limitante. Di quegli anni subisco il fascino del sound casereccio e simpaticamente futuristico, amo i concetti della italo disco ma non di tutta, e mi piace decontestualizzarli per creare qualcosa che non sia una copia di ciò che è stato, piuttosto una sorta di proseguimento. Sono fan di Kano, dei Change, Casco, mi sono formato ascoltando i loro pezzi dalla metà degli anni novanta, quando i dischi non lo voleva più nessuno ed i dischi li trovavi anche buttati vicino ai bidoni della spazzatura.

Il 02 Aprile inaugura Reverso Festival a Milano. Per l’occasione tu terrai un workshop sulla produzione musicale. Di cosa si tratta? Anticipaci qualcosa.
Sono stato invitato a tenere un workshop di quattro ore sulla produzione musicale che avesse come tema il suono degli anni 80, essendo Reverso un festival di archeologia musicale. Parlerò degli strumenti che hanno reso grande quel decennio, dai sintetizzatori ai registratori a nastro ed i compressori valvolari, e di come poter ottenere risultati simili a quelli originali in termini di qualità sonora e stile usando un normale computer ed alcuni software, Ableton Live principalmente.

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Cosa ti manca degli anni Ottanta?
La casa in cui vivevo con la mia famiglia fino a quando ho avuto dieci anni. Un appartamento normale in un condominio, al quale sono legati tanti bei ricordi dell’infanzia. Uno dei motivi principali per cui faccio musica è per ritornare con la memoria a quei giorni, per camminare nei corridoi di quell’appartamento e respirarne gli odori.

Ti abbiamo conosciuto e ci siamo innamorati dei tuoi edit (Piero Umiliani, Vasco Rossi, Pino Daniele…). Come nascono?
Ho incominciato a fare i lifting perché mi imbattevo spesso in brani del passato molto belli ai quali mancava però la spinta giusta per poter essere riproposti nei club. Mi piace pensare che i lifting si differenzino dal resto per l’idea semplice eppure originale di restaurare una canzone senza alterarne la struttura e il suono originale dell’artista.

La Milano che ti piace.
Quella col sole prima di tutto, rispetto ai giorni di pioggia sembra di essere in un altro posto, quella dei Navigli la mattina a colazione, di zona Tortona quando non c’è il Salone, dei film di Pozzetto e Celentano, dei vecchi negozi uguali a come erano quaranta anni fa, dei mercatini dell’usato e degli aneddoti degli ambulanti, della passeggiata nel quadrilatero della moda alle quattro del mattino, dei giardini di Palestro la domenica pomeriggio. Ho vissuto undici anni a Milano e la considero tuttora la mia seconda casa, potrei andare avanti ancora per molto.

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REVERSO FESTIVAL | 2 APRILE | MILANO