MIKE SKINNER – l’epica narrativa e sonora della quotidianità anglosassone

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Dopo il periodo natalizio torna Le Cannibale nel suo format tradizionale e lo fa investigando in modo vizioso e al tempo stesso sorprendente le declinazioni della bass music anglosassone.

Mike Skinner, alias la mente dietro al progetto The Streets, è da ormai un decennio una figura tanto centrale quanto irregolare nel panorama sonoro contemporaneo. Fin dai suoi esordi (“Original Pirate Material”, 2002”, seguito nel 2004 dallo strepitoso successo di “A Grand Don’t Come For Free”) si è dimostrato subito un fuoriclasse per bravura ma anche per irregolarità.

La sua personalissima interpretazione del grime lo ha portato al di fuori degli stretti confini dei dancefloor londinesi underground per diventare un culto indie a trecentosessanta gradi grazie al suo marchio sonoro da producer bizzarro ed imprevedibile e alle le sue escursioni testuali al microfono intelligenti ed affilate. Senza compromettersi mai, dall’inizio della carriera fino all’ultimo visionario lavoro “Computers And Blues” (2011), Skinner, fuggendo da ogni banalità mainstream, ha raccontato un’epica narrativa e sonora della quotidianità anglosassone contemporanea, tra club e marciapiedi, tra euforia ed ansie.

Nell’ultimo periodo ha deciso di concentrarsi sul suo ruolo da producer: col progetto The D.O.T. (assieme a Rob Harvey dei The Music) ma anche in solitaria, affinando sempre più il suo arsenale sonoro che se parte dalla bass music made in UK ama imbastardirsi nei modi più velenosi con hip hop, house, reggae o semplicemente con attimi di follia pura (…ad esempio, il suo amore per country&western). 

Attendiamo con ansia di sentirlo sul banco di prova sabato 11 gennaio del Tunnel Club

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