LA NUOVA VITA DELLE STAZIONI

I migliori progetti di riqualificazione in Italia e all'Estero

Le stazioni ferroviarie sono un luogo immerso in un’atmosfera quasi magica.

Ogni giorno, sui loro binari, centinaia di persone intrecciano, seppur per pochi istanti, le loro vite. C’è chi torna dal lavoro, chi va in vacanza, chi prende il treno per recarsi all’università, chi dopo mesi fa ritorno alla propria famiglia e chi il treno lo perde.

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A volte capita che, per i motivi più disparati, una stazione possa chiudere. La scarsa affluenza di persone o la presenza di un’altra più grande a pochi km di distanza, possono essere solo alcune tra le cause dell’abbandono.

Non sempre, però, le ferrovie dismesse vengono abbandonate alle intemperie del tempo e agli atti vandalici. Esistono alcuni esempi, infatti, di vecchie stazioni che hanno avuto una seconda possibilità.

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In Italia questo programma ha raccolto molti consensi dal momento che ci sono moltissime linee ferroviarie minori dismesse in aree ricche di meraviglie naturali ed archeologiche.

Il progetto è quello di conservare le vecchie stazioni, per preservarne la memoria storica, creando, al loro interno, percorsi accessibili sia a piedi che in bicicletta per poter offrire ai turisti la possibilità di godere di paesaggi ricchi di bellezze naturali e storiche.

Nel 2017 R.F.I. (reti ferroviarie italiane) ha pubblicato un libro dal titolo “Atlante di Viaggio lungo le ferrovie dismesse” riguardante proprio le linee ferroviarie abbandonate e i loro percorsi turistici.

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A Milano esiste un progetto di importante riqualificazione degli Scali Ferroviari che sarà attuato nei prossimi anni ma è già possibile averne un’idea dalla stazione liberty del 1929, in disuso dal 2003, che è stata ristrutturata conservando il più possibile le sue caratteristiche architettoniche, diventando il ristorante esclusivo “La Bullona”.

Sulla facciata del ristorante si legge ancora a chiare lettere Ferrovia Nord Milano, le vetrate del ristorante sono quelle originali.

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A volerlo è stato l’imprenditore Pino Scalise, che non è nuovo a queste opere di riqualificazione urbana e che ha voluto, con questo gesto, onorare una delle ultime testimonianze di architettura ferroviaria di inizio ‘900.

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In posizione invidiabile sulla Riviera dei Fiori in Liguria al posto del vecchio tracciato ferroviario che collegava dal 1872 al 2001 Ospedaletti, Sanremo e San Lorenzo al Mare trasportando nobili e possidenti italiani ma anche inglesi, tedeschi e russi che venivano a soggiornare in Riviera è sorta una pista ciclabile e pedonale di 24 chilometri che si snoda tra borghi, giardini e la costa del ponente ligure, un vero pezzo di storia testimone dello sviluppo e dei mutamenti della regione.

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Per apprezzare un esempio del riuso delle stazioni non possiamo non citare l’ex deposito ferroviario di Cotignola (Ravenna) divenuto il Teatro Binario, “un giorno c’era scambio di merci e oggi c’é un bellissimo scambio di cultura”: concerti, rassegne, laboratori teatrali e la stagione di prosa di Cambio Binario. Gli ex vagoni sono stati trasformati in camerini, biglietteria, caffetteria e foyer.

Il Teatro Binario di Cotignola 2 e1527863989107 LA NUOVA VITA DELLE STAZIONI

Dall’Italia ci spostiamo in Francia.

A Parigi esistono 16 stazioni della metropolitana in disuso, la maggior parte chiuse tra il 1930 e il 1970. Il candidato sindaco Nathalie Kosciusko-Morizet ha avuto la geniale intuizione di inserire nel suo programma politico la riqualificazione di queste linee metropolitane, progettando di trasformarle in piscine, musei e teatri. La Morizet ha commissionato allo studio Oxo Associates le produzioni delle rappresentazioni grafiche per capire come questo progetto sarebbe risultato una volta terminati i lavori: piscine, discoteche che sicuramente avrebbero ottenuto il benvolere della cittadinanza ma questa proposta purtroppo non è mai portata a termine, dati gli elevatissimi costi.

Ma Parigi è anche sede di un importantissimo e storico restauro che risale al 1900 quando venne inaugurata la celebre stazione Gare d’Orsay in occasione dell’Esposizione Universale. Verso la fine degli anni ’30, il suo utilizzo venne limitato a poche tratte e negli anni ’50 cadde in disuso. Con il passare del tempo la ferrovia venne utilizzata per diversi impieghi fino a quando, nel 1986, grazie al progetto dell’architetto italiano Gae Aulenti, fu trasformata nel famoso Musee d’Orsay.

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Durante il restauro, si decise di rispettare il più possibile sia la struttura della stazione, che i materiali già esistenti. La Aulenti scelse la pietra calcarea, grazie alla quale il museo risulta decisamente luminoso. Il Museo d’Orsay, situato di fronte al Louvre e ricco di opere impressioniste, si articola su tre livelli ed utilizza la parte centrale (dove una volta passavano i binari) come tronco principale.

Altre chicche su Parigi e posti imperdibili I e II

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Parigi ha anche trasformato i vecchi binari del treno che collegava place de la Bastille a Varenne-Saint-Maur, nella Coulée Verte René-Dumont in un parco lineare sopraelevato di una decina di metri chiamato Promenade Plantèe che attraversa il XII arrondissement fino al Jardin de Reully per poi proseguire a livello strada. Quattro chilometri di roseti, cespugli, piante di vite e di lavanda, alberi da frutto aperti liberamente al pubblico tutti i giorni tra le 8 e le 17.

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Le arcate sotto la prima parte della passeggiata formano il Viaduct des Arts-métiers de création, dove 52, tra artisti e artigiani, creano sotto gli occhi di tutti.

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Attraversiamo l’Oceano per approdare a New York che ospita un imponente progetto di riqualificazione ferroviaria oggi celebre: la High Line. Cinque milioni di persone l’anno passeggiano lungo la ex linea ferroviaria sopraelevata convertita in parco pubblico, un’idea del 1999 di due newyorkesi lungimiranti: Joshua David e Robert Hammond. Si passeggia o si corre tra alberi, cespugli, piante spontanee, street art e installazioni d’arte ma anche la sera con i tanti locali sottostanti per un drink o per una sosta gourmet al Chelsea Market.

La nostra guida della Grande Mela

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Restiamo negli States e più precisamente a Denver, in Colorado, dove risiede un altro interessante progetto di conversione. Dove un tempo sorgeva la stazione ferroviaria, con tanto di spettacolare sala d’aspetto in stile Art Decò, ora si erge il lussuoso Crawford Hotel.

Le camere sono state arredate dove una volta c’erano gli uffici amministrativi ferroviari. Le Pullman Rooms hanno una vista esclusiva sui binari e sono ammobiliate come se fossero un vagone letto.

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Restando in tema di hotel, parliamo, infine, del The Old Railway Station, un edificio coloniale risalente al 1892, ristrutturato e riqualificato come albergo di lusso. Questo hotel, che si trova a Petworth (in Inghilterra), dispone di ben quattro suites all’interno dei vagoni del treno, e di altre due all’interno della struttura alberghiera. L’intero stile dell’hotel è fedele all’epoca coloniale e, al suo interno, i clienti potranno anche gustare una deliziosa tazza di tea scaldandosi con il tepore del caminetto.

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In Spagna una delle più belle Vías verdes, linee ferroviarie in disuso riconvertite all’ecoturismo dal 1993 costituendo 120 percorsi ciclabili distribuiti lungo tutta la geografía spagnola. Queste infrastrutture costituiscono una forma attraente e sostenibile per godersi l’ambiente naturale e il ricco patrimonio ferroviario di scorci e panorami incredibili come per il tratto che corre da Coripe a Novalagrulla, in Andalusia che propone 13 chilometri di sterrata da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo.

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Nella capitale citiamo all’interno dei grandi lavori di riqualificazione anche l’antica Estacion de Atocha, la stazione ferroviaria più importante di Madrid, inaugurata nel 1851, con il nome di “Estación del Mediodía” (Stazione del Mezzogiorno).  Dopo diversi restauri nel 1992 è stata inglobata nella nuova stazione di Madrid Puerta de Atocha e Atocha-Cercanías e il piazzale dei binari è stato convertito in una serra di piante rare e  giardino tropicale.

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