TRA MODA E CULTURA

Cosa fare la domenica a Milano #7

Questa volta scopriamo Zona Tortona ovvero tutto quello che esiste dopo il “ponticello di ferro” solitamente attraversato in massa durante la Design e Fashion Week ma che rivela sorprese e meraviglie tutto l’anno con i suoi spazi industriali riconvertiti in nuove e voluminose strutture e piccoli bar in cui godere del silenzio di un buon libro.

9.00/10.00 Colazione da Gogol & Company ma non solo, perchè questo spazio polifunzionale è libreria, bar e bistrot e offre cibi e bevande di produttori locali. Ha tavolini interni ed esterni in una piazzetta silenziosa e illuminata dal sole, un ottimo inizio per una giornata domenicale di qualsiasi stagione!

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Oppure

Al bistrot del tempo ritrovato accogliente e luminoso come un salotto è un locale che unisce “penna e calice”, è un posto per leggere, conversare, in cui riprendi il respiro molli il telefono e leggi una poesia tra caffè e cornetto pensando solo che è domenica ed è il tuo tempo libero. “Qui situazioni e accadimenti – mai eventi – non conoscono artificio e nascono dallo stimolo delle persone che frequentato il posto, sono forma concreta di socialità, pratica dello stare insieme. Davanti a una tazza di caffè, una pasta al pomodoro e un calice di vino proprio come a casa, ma senza interruzioni”.

Nonostantemarras abiti, accessori, libri, oggetti tutto nella raffinata ed inequivocabile sensibilità dello stilista sardo Antonio Marras. Come un museo, ma abbandonato, decadente, celato dalle piante che avviluppano i muri scrostati, specchi usurati e arredi quasi sistemati casualmente come la bottega del rigattiere o il salotto di “Paradise Lost”. Segnatevolo specialmente durante il Salone del Mobile, è una delle migliori location da visitare.

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13.00 Pranzo da Panino LAB. In una cornice vecchia Milano, nella vetrina della storica Ferramenta Viganò, una ventina di panini gourmet con antichi e nuovi sapori uniti dal pane, rigorosamente a lievitazione naturale con pasta madre e farine macinate a mano. Dalla slinzega della Valtellina al ciaùscolo marchigiano di Muccia, dalla burrata di Andria all’emiliana mortadella Bonfatti, passando per la porchetta IGP di Ariccia e la robiola DOP di Roccaverano fino ad arrivare al jamon serrano spagnolo e al pulled pork americano… Non vado oltre ho già l’acquolina!

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Oppure

Da C’era una volta una piada si entra nella favola, nella cucina della nonna di Cappuccetto Rosso, quella con il camino e il pavimento di legno scricchiolante, che sforna piadine dolci e salate, con ingredienti genuini, grandi e fumanti fatte con amore e tanto buone che anche “il lupo” siede accanto a noi!

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E’ dagli anni ’90 che il Comune di Milano ha acquistato l’Ansaldo, una ex fabbrica, per realizzarne un polo culturale. Forse anche grazie alla spinta dell’Expo è nato da nemmeno un anno il MUDEC, il Museo delle Culture, che propone una collezione etnografica permanente e mostre provvisorie di noti artisti. Ma soprattutto è interessante lo spazio che interagisce con la zona industriale circostante. Vi consigliamo un pit-stop caffè al bistrot interno al museo.

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Armani Silos un altro spazio nuovo della zona rilevato da Re Giorgio da un’ex stabilimento della Nestlè. Quattro piani per quarant’anni ripercorrono una storia di moda ed eleganza di un brand che ha voluto celebrare Milano sin dalla sua nascita. Come un tempio ma essenziale, freddo e allo stesso tempo solido, perpetuo come Armani, conserva più di 600 abiti e 200 accessori dagli anni ’80 ad oggi ai quali ci si può avvicinare tanto da poter osservare le più minuziose lavorazioni e dettagli che l’hanno reso celebre nel mondo.

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Un caffè nel cortile interno del Liquidambar, nome che deriva da una pianta che in inverno si tinge di rosso, è il bar aperto al pubblico di uno degli hotel più interessanti di Milano: il Magna Pars che vale una visita per comprendere ancora una volta l’interessante commistione tra i residui di una città industriale degli anni ’80 e l’apporto contemporaneo che le strutture hanno subito rivelando una nuova natura fatta di apparente semplicità.

Oppure

potete fermarvi al Superstudio cafè in via Forcella e dopo fare un giro nel centro nevralgico del SuperStudio Group in via Tortona che è popolato non solo durante la Design Week e spesso sede di mostre, eventi, fiere e la fortuna potrebbe condurvi fino ai tetti in cui scoprirete che ci sono risaie e piccole aree di colture sostenibili!

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20.00 Cena Al Fresco. Nell’ex showroom degli arredi Dedon è un romantico “giardino segreto”, perfetto per sorprendere ma anche per godere di tranquillità e soprattutto qualità nelle mani esperte dei due chef Marco Pirotta e Kokichi Takahashi che realizzano bilanciati abbinamenti di ingredienti mediterranei.

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22.00 E la perfetta conclusione domenicale è vedere un film, una pellicola tutt’altro che mainstream in un cinema che, data l’attuale situazione delle sale cinematografiche, è diventato una rarità! Sto parlando del Cinema Mexico, noto per The Rocky Horror Picture Show che almeno una volta nella vita deve essere visto anche solo per l’ebbrezza di tornare a casa profumati di borotalco, e che propone una programmazione di nicchia, proprio come piace a noi.