mare culturale urbano

#costruirelimprovviso

E’ da qualche settimana che sentiamo parlare di una birreria con cucina appena inaugurata in una cascina restaurata nella zona di San Siro, poi scopriamo che non si tratta solo di un semplice ristorante, ma che sarà molto di più e che il 21 si aprono ufficialmente le porte. Ne abbiamo parlato con uno dei responsabili:

Intanto ci presentiamo, siamo mare culturale urbano, un progetto nato ormai tre anni fa per realizzare in zona 7, a pochi passi dallo stadio, un centro di residenza artistica e produzione culturale. Cascina Torrette è il primo spazio che inauguriamo e che vogliamo diventi un luogo d’arte, cultura, lavoro, formazione e poi ovviamente anche di relazione per tutta la comunità.

Quindi il mare è solo a San Siro?

Solo in zona 7 ci sono 15 quartieri e oltre 180 mila abitanti, questo per non indispettire gli amici di Quarto Cagnino o Figino! E poi se porti il mare a Milano non puoi certo escludere qualcuno! Il nostro progetto è certamente legato anche a dei luoghi fisici, che non a caso si trovano in un’area della città da troppi considerata semplicemente periferia, ma il nostro approccio e i legami che stiamo costruendo travalicano gli edifici e i confini amministrativi. Molto del nostro lavoro si svolge in spazi diffusi, con comunità molto diverse e interlocutori sempre nuovi.

Ma quindi se volessimo sintetizzare, cos’è mare culturale urbano e quali sono i vostri obiettivi?

Molte aree considerate periferiche della città di Milano soffrono di un alto deficit di offerta culturale e di spazi di crescita sociale. mare vuole contribuire allo sviluppo territoriale di queste aree urbane marginalizzate attraverso un approccio integrato tra metodologie di rigenerazione urbana, progetti di inclusione sociale e processi di innovazione culturale. L’approccio integrato è alla base della peculiarità di mare. Siamo nati come Impresa Sociale per poi essere riconosciuti start-up innovativa a vocazione sociale proprio perché abbiamo individuato nella complementarietà delle competenze interne e nella sperimentazione su spazi abbandonati, da riqualificare e diffusi, il nodo centrale per portare il tema dell’innovazione sociale dalla teoria alla pratica. Crediamo che mare sia un progetto innovativo di rilancio culturale, sociale e urbanistico per la città di Milano.

Immagino che quindi lavoriate con molti artisti e professionisti del settore creativo culturale, puoi farci qualche nome?

Siamo per vocazione sempre alla ricerca di collaborazioni e scambi che possano tradursi in singole azioni territoriali, residenze artistiche o stabili partnership. Ci tengo poi a sottolineare che abbracciamo ambiti che ci mettono in relazione con artisti, curatori e creativi, ma anche con urbanisti, architetti, antropologi e ricercatori che da diversi angoli ed esperienze toccano i nostri ambiti di riferimento. Fra i tanti, posso citare Andrea Masu, Stefano Ghittoni, Paola Anziché, la compagnia di teatro fisico Balletto Civile, Careof, C/O, ConstructLab, Esterni, Ludwig, con cui c’è un legame fondamentale e ancora Sabrina Baracetti, Thomas Bertacche, Daniele Diamante…

Da oltre due anni molti di questi artisti, insieme ai curatori dei progetti con il territorio, Landscape Choreography e Cohabitation Strategies, danno vita a quelle che abbiamo definito Attivazioni Urbane, un programma che prevede dei percorsi d’indagine, innesco e produzione culturale con le comunità in cui il performativo diventa pratica di sviluppo sociale e chiave di lettura territoriale.

All’inizio hai parlato della cascina come “un primo spazio” questo significa che ce ne sono altri?

In realtà mare è nato intorno ad un progetto ancor più ambizioso e per il quale siamo attualmente nelle fase finali di progettazione. Nel 2014 siamo infatti risultati vincitori di un bando dell’assessorato al Demanio con il quale abbiamo avuto in concessione il lotto di terreno posto in via Novara 75, a pochi passi dalla cascina. Lì, dove oggi c’è un’ex capannone industriale e un edificio pericolante, dopo un piano di bonifica, realizzeremo una nuova costruzione di 6.000m2 che ospiterà due teatri, tre cinema, studi di registrazione, atelier e residenze per artisti, laboratori scenici, un bar bistrot e spazi per la comunità. Per via Novara 75, però, bisognerà aspettare ancora un po’ perché prevediamo di aprire i battenti nel primo trimestre del 2018. Per ora comunque ci godiamo Cascina Torrette che già da sola offrirà tanto a noi e alla città.

Ma infatti torniamo alla cascina, siete partiti aprendo il ristorante, ma alla fine sembra quasi un elemento di contorno rispetto a tutto quello che ci stai raccontando?

Bhè mare birre e cucina (n.d.r. questo il nome del ristorante) è certamente un posto davvero speciale dove venire a passare una serata, una domenica con gli amici, o un pranzo di lavoro, ma lo spazio offre molto altro. Abbiamo infatti realizzato due sale prova per musicisti, un coworking con 40 postazioni con focus sul settore creativo e progetti imprenditoriali ad impatto territoriale, poi ci sono sale riunioni, aule per la formazione e una sala polivalente per eventi che si susseguiranno nel corso dell’anno. Lo spazio più suggestivo però è certamente il cortile, uno spazio che vogliamo diventi una piazza per il quartiere. Qui abbiamo previsto una torretta dell’acqua pubblica, un forno di comunità costruito in terra cruda, arredi da esterno e WiFi gratuita. Insomma un luogo dove puoi venire e star bene senza sentirti in obbligo di spendere neanche una lira.

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Quindi il 21 si parte?

Sì direi che ufficialmente il 21 giugno ci apriamo alla città, siete tutti invitati per festeggiare con noi un importante traguardo e dare insieme il via ad una lunga stagione estiva, che abbiamo chiamato “dopo andiamo al mare?”, fatta di cinema, musica, teatro, danza, circo e tante altre performance. Martedì in particolare la serata si apre dalle ore 18.30. Nella notte in cui il sole insegue la luna fino a tardi e in tutta Europa si celebra la musica, mare ha scelto di festeggiare il suo giorno più lungo, trasformando la cascina e gli spazi adiacenti in un palcoscenico diffuso, dove si alterneranno musica live, su vinile e elettronica, buoni piatti preparati dal vivo, video proiezioni e installazioni. Apriranno i festeggiamenti alcune associazioni del quartiere, che cucineranno ciascuna una specialità da far degustare al pubblico, con l’accompagnamento musicale di Max Troiani in consolle. Alle ore 20.30 salirà sul palco la giovane e talentuosa cantautrice urban-soul Marianne Mirage, che ha da poco pubblicato il suo disco di debutto “Quelli come me” (con Sugar, l’etichetta discografica di Caterina Caselli). A seguire (ore 21.30) si esibirà in uno speciale contributo la Corale Polifonica Sforzesca (che avvierà in Cascina una residenza artistica nel corso dell’anno); questa lascerà poi la scena, ore 21.45, all’installazione video site specific “Cucine aperte”, realizzata da donpasta con le testimonianze raccolte dalle comunità di Quarto Cagnino e San Siro remixate dal vivo sui muri dei palazzi circostanti (visionabili in loop, in versione integrale, all’interno della Cascina). In maggio donpasta ha incontrato alcuni abitanti del quartiere, li ha osservati ai fornelli e si è accomodato alla loro tavola, raccogliendone gesti, voci, esperienze e realizzando un affresco emozionante e corale della comunità di zona 7. Nell’installazione video donpasta è affiancato dai vj Antonello Carbone, Davide di Gandolfo e dal dj Max Troiani, la cura grafica è di Betterpress lab; durante la serata saranno esposti anche i ritratti fotografici degli abitanti incontrati, realizzati da Francesca Todde. Dalle ore 22.15 lo spettacolo della cucina incontrerà la magia della musica elettronica live in uno speciale “cooking dj set”, in cui si esibirà un duo inedito: donpasta e Richard Dorfmeister, il grande dj e produttore austriaco, pietra miliare dell’elettronica internazionale. Grazie al prezioso contributo di IB Italia e alla collaborazione con Exotique, Richard Dorfmeister porterà a mare la sua grande esperienza musicale, spaziando fra movimenti deep, ritmi bassi, suoni electro e calde sensazioni latineggianti.

maremilano.org/mare/ventunogiugnoduemilasedici

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Insomma, da adesso in poi staccando da lavoro, potrete scrivere ai vostri amici: “dopo andiamo al mare?!”. E direi che per essere Milano…non è cosa da poco!