VILLAGGIO CRESPI D’ADDA

Una città industriale del 1800 patrimonio dell'UNESCO

A volte basta girare l’angolo per scoprire che a pochi km da Milano esiste un luogo nominato patrimonio dell’Unesco: il villaggio operaio di Crespi d’Adda, un esempio eccezionale di città industriale, perfettamente conservata dal 1800.

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Il villaggio operaio di Crespi d’Adda è stato fondato, intorno allo stabilimento che ospitò, in origine, il Cotonificio Benigno Crespi, da Cristoforo Benigno Crespi nel 1878 e venne completato, dal figlio di quest’ultimo Silvio Benigno, verso la fine degli anni Trenta del Novecento. È collocato in prossimità del fiume Adda, proprio sul confine tra le provincie di Milano e Bergamo, nella quale è incluso, facendo parte del Comune di Capriate San Gervasio.

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Un vero e proprio paese, un “Villaggio ideale del lavoro”, composto, oltre che dalla fabbrica e dalle abitazioni, anche da strutture sociali e, un tempo, a uso pubblico, come il lavatoio, il dopolavoro, l’albergo, il piccolo ospedale, la scuola, il teatro, la chiesa, i bagni pubblici con piscina, il cimitero.

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Era questa l’epoca dei grandi capitani d’industria illuminati, al tempo stesso padroni e filantropi, ispirati a una dottrina sociale che li vedeva impegnati a tutelare la vita dei propri operai dentro e fuori la fabbrica, colmando in tal modo i ritardi della legislazione sociale dello Stato stesso. L’idea era di dare a tutti i dipendenti una villetta, con orto e giardino, che a seconda del livello professionale poteva raggiungere dimensioni e fregi notevoli!

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In questo piccolo mondo perfetto il padrone regnava dal suo castello e provvedeva come un padre a tutti i bisogni dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica e “dalla culla alla tomba”, nel Villaggio potevano abitare solo ed esclusivamente coloro che assunti dall’opificio, e la vita di tutti i singoli e della comunità intera ruotava attorno alla fabbrica stessa, ai suoi ritmi e alle sue esigenze questo creava un rapporto talmente stretto che nessuno usciva più dalla propria situazione perchè totalmente coinvolto sia nel lavoro che nel privato.

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“Tutto ebbe inizio quando due capitani d’industria illuminati – Cristoforo Benigno Crespi e il figlio Silvio Benigno – vollero costruire sulle rive dell’Adda un villaggio ideale del lavoro, un piccolo feudo dove il castello del padrone fosse simbolo sia dell’autorità sia della benevolenza, verso gli operai e le loro famiglie.”

Il Villaggio di Crespi d’Adda è certamente la più importante testimonianza in Italia del fenomeno dei villaggi operai, un autentico modello di città ideale e una delle poche ad essere stata realizzata veramente che si è conservata perfettamente integra mantenendo intatto il suo aspetto urbanistico e architettonico.

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Inoltre questo luogo mantiene dei primati importantissimi per l’epoca: è stato il primo paese in Italia ad essere dotato di illuminazione pubblica con il sistema moderno Edison; nella scuola di Crespi riservata ai figli dei dipendenti tutto era fornito dalla fabbrica: dai libri alle penne ai grembiulini, dalla refezione allo stipendio e alloggio per gli insegnanti; seppure il sito risiede nella provincia di Bergamo ha il prefisso telefonico di Milano: infatti i Crespi fecero installare una linea privata a lunga distanza che collegava il loro castello con la residenza di Milano; dulcisis in fundo fecero costruire una piscina al coperto, con docce, spogliatoi e soprattutto con acqua calda anche nei lavatoi!

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Un  microcosmo autosufficiente al confine tra mondo rurale e mondo industriale che ha lasciato in eredità un prezioso modello di riferimento.

Il progetto termina alla fine degli anni Venti con la fuoriuscita dei suoi protagonisti e a causa dei mutamenti avvenuti nel XX secolo. Dopo essere stato chiuso definitivamente nel 2003, vandalizzato e depredato per un decennio, lo stabilimento è stato acquistato, nel 2013, dall’imprenditore bergamasco Antonio Percassi con l’idea di farne la sede operativa delle proprie aziende nonché un campus dell’innovazione e dell’arte aperto ad altri partners, con museo e zone espositive accessibili al pubblico, al momento però non è stata ancora avviata nessuna attività. Oggi il villaggio di Crespi ospita una comunità in gran parte discendente degli operai che vi hanno vissuto o lavorato e la fabbrica stessa è rimasta in funzione fino al 2003, sempre nel settore tessile cotoniero.

Il calendario delle aperture e le prenotazioni per le visite sono disponibili sul sito www.crespidadda.it

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Foto di Marco Greco