BARCELLONA

Una passeggiata tra arte e architettura

Le città sul mare hanno qualcosa che non riesci a spiegarti, il vento rinfresca i pensieri, la salsedine irradia la mente e l’acqua influenza la creatività e nella capitale della Catalogna tutto questo non manca!

Abbiamo camminato lungo i viali alberati di Passeig de Gràcia con la testa in alto osservando i palazzi dagli splendidi dettagli art nouveau, ci siamo infilati nel labirinto di stradine medievali del Barrio Gotico e di El Born, siamo saliti nel verde della collina di Montjuic e colpiti dai grattacieli del quartiere tecnlogico di Poblenou. Dai simboli del modernismo catalano, movimento artistico e architettonico tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo che si distingue per l’uso di forme organiche, ispirate alla natura e per l’integrazione e sperimentazione di molteplici materiali come ceramica, vetro, ferro battuto e legno, ai celebri nomi degli urbanisti e designer contemporanei.

Tutto a piedi per sorprenderci di come la città cambi nelle diverse aree tra urbanistica, offerta e frequentazione.

La racconteremo proprio così come una passeggiata a Barcellona, seguici : )

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Parc Guell (e sosta Sant Pau)

Situato su una collina che offre un panorama unico di Barcellona, il Parc Güell è una delle opere più iconiche dell’architetto simbolo del modernismo Antoni Gaudí, proprio lui infatti decise di risiederci gli ultimi 20 anni della sua vita in una graziosa e semplice, rispetto agli standard dei suoi progetti, abitazione immersa nel verde del parco. Alla fine del XIX secolo, dopo esser tornato a Barcellona da un soggiorno in Inghilterra, l’imprenditore Eusebi Güell, ispirato dalle città-giardino nel Regno Unito, volle realizzare un progetto abitativo nel verde per la borghesia catalana e lo affidò al noto architetto, originariamente prevedeva la costruzione di sessanta case con giardino e tutti i servizi necessari. Nel 1914 i lavori sono stati fermati e il progetto non fu mai completato, furono realizzate soltanto due abitazioni tra cui quella dello stesso Gaudí nata come casa-pilota e doveva servire per attrarre potenziali acquirenti di terreni. Superata la casa vi troverete nel cuore del parco con i suoi mosaici multicolore, le forme organiche e un po’ fiabesche e la vegetazione millenaria, il parco è un intreccio affascinante tra architettura e natura.

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Nelle vicinanze, il Recinto Modernista di Sant Pau, un ex complesso ospedaliero tra i più importanti della città e il più antico della Spagna, nonché l’edificio più grande realizzato dall’architetto Lluís Domènech i Montaner, è un altro gioiello dell’architettura modernista catalana che non potrete non notare per la monumentale facciata gotica decorata da mosaici e stemmi araldici.

Casa Vicens

Un concentrato di bellezza, è il primo progetto di Gaudí e rientra all’interno di uno stile orientalista, vicino al neomudéjar, sebbene interpretato in modo personale e originale dall’architetto suscitando molto scalpore nel pubblico dell’epoca. Questa residenza privata, costruita tra il 1883 e il 1885, è una piccola oasi situata nel quartiere Gràcia e mostra già molti degli elementi distintivi dello stile dell’architetto, come l’uso di piastrelle decorate con fiori di colore giallo tipici della zona che Gaudí aveva trovato nel terreno della casa prima della costruzione e che volle riprodurre nel progetto finale, che insieme alle tonalità scelte, verde, giallo, rosso e altri colori primari creano dei pattern che si moltiplicano donando sempre un effetto coerente e piacevole senza mai essere cacofonico, si ispirò anche a una palma presente nel terreno per progettare la cancellata in ferro battuto dell’ingresso principale, a forma di foglie di palma nana, torna la fusione tra natura e architettura infatti grande spazio dedicato al giardino, oggi in versione ridotta, e le forme innovative che strizzano l’occhio all’arte islamica e orientale. Ogni elemento esterno e interno è stato disegnato e progettato da Gaudi quindi attenzione sempre ai dettagli dalle maniglie alla cornice delle porte, ai muri perimetrali osserverete dei piccoli tesori.

Casa Milà – La Pedrera

Conosciuta anche come La Pedrera per la sua facciata ondulata che ricorda una cava di pietra, Casa Milà è un altro capolavoro di Gaudí, nel cuore dell’Eixample, quartiere sorto per risolvere le drammatiche emergenze abitative del barrio storico, se osservate velocemente la mappa vi renderete conto di come cambia la pianta della città da sud con una capillare e libirintica area a nord con una fitta rete di larghe strade perpendicolari e uniformi e di complessi edilizi ampi, arieggiati e luminosi che presto diventarono appannaggio dell’abbiente borghesia catalana che chiamò i migliori architetti di Barcellona. Costruita tra il 1906 e il 1912 per una famiglia di ricchi industriali tessili che volendo sfoggiare la loro posizione influente trasformarono la propria dimora in un palazzo elegante, inusuale e ricco di dettagli lussuosi. Questa residenza è una tappa fondamentale per avere una panoramica completa del percorso di Gaudì oltre che ovviamente per il suo design audace e innovativo con soluzioni architettoniche uniche, come la teorizzazione dell’arco catenario, che sfidano le convenzioni del tempo e culminano su un rooftop incredibile dal quale si ha una vista a 360° attraverso 30 camini scultorei che rappresentano il “giardino dei guerrieri”.

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Casa Batllò

Probabilmente la più celebre di tutte, costantemente affollata da gruppi di persone che l’ammirano e vogliono collezionarne qualche scatto, è lo spot principale del Passeig de Gràcia che non puoi non notare. In realtà si trattava di una ristrutturazione ma Gaudì decise di rivoluzionare completamente l’edifico e tra il 1904 e il 1906 ne fece un trionfo di eclettismo tra colori, materiali e forme ondulate, concave e convesse che si ispirano fortemente alle linee organiche e hanno qualcosa di magico e fiabesco. La facciata è decorata da maioliche lucenti e variopinte, balconi a forma di maschere e un tetto che ricorda le scaglie di un dinosauro o le squame di un drago.

Spariranno gli angoli e la materia si manifesterà abbondantemente nelle sue rotondità astrali: il sole vi penetrerà per i quattro lati e sarà come un’immagine del paradiso. Si potrà trar partito dai contrasti e così il mio palazzo sarà più luminoso della luce. A.G.

Casa Amatller

Progettata dall’architetto Josep Puig i Cadafalch tra il 1898 e il 1900, è proprio l’edificio accanto e questo rende ancora più dirompente questo angolo del Passeig chiamato anche Manzana de la Discordia che significa sia isolato che mela, rimandando così al mito del pomo della discordia infatti qui sono presenti le differenti interpretazioni di alcuni dei più importanti architetti catalani del tempo. La Casa presenta una combinazione di elementi del gotico catalano con influenze olandesi, fu commissionata dal cioccolatiere Antoni Amatller, e sebbene la facciata sia più statica della sua vicina è ugualmente caratterizzata da ricchi dettagli ornamentali.

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Fundacio Antonì Tapies

Museo e centro culturale dedicato all’opera dell’artista catalano Antoni Tàpies, uno dei più importanti esponenti dell’arte contemporanea in Spagna. Fondata nel 1984 dallo stesso artista la fondazione si trova in un edificio modernista e dalla grande personalità progettato da Lluís Domènech i Montaner, originariamente costruito per ospitare una casa editrice. La collezione permanente include una vasta gamma di opere di Tàpies, tra cui dipinti, sculture, disegni e installazioni, che riflettono il suo interesse per la materia, il segno e la spiritualità.

La Sagrada Familia

L’ultima opera, ancora incompiuta, testamento di Gaudí, un capolavoro che combina simbolismo religioso e innovazione architettonica divenuta simbolo stesso di Barcellona. Iniziata nel 1882 la costruzione continua ancora oggi grazie a donazioni private seguendo i disegni originali dell’architetto. Le torri imponenti ricordano i castelli di sabbia, le facciate sono fluide in un gioco di collegamenti infiniti, i mille decori inusuali e allegorici sono sorprendenti, l’interno lascia senza parole per la sua imponenza e complessità ma soprattutto per la visione che il geniale architetto presentò in quegli anni per un edificio religioso unico e senza dubbio primo per la sua originalità consacrato in seguito al rango di basilica minore. All’interno la luce filtra da grandi vetrate multicolore creando dei naturali effetti pirotecnici esaltati dall’altezza delle colonne che ne fanno un ambiente alieno, straniante e futuristico del quale non puoi che restare estremamente affascinato e coinvolto.

A coloro i quali domandavano quando sarebbero terminati i lavori della Sagrada Familia: Il mio cliente non ha alcuna fretta. Dio ha tutto il tempo del mondo. A.G.

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Palau de la Musica Catalana

E’ senza dubbio la sala da concerti più bella che abbia mai visto, progetto modernista di Lluís Domènech i Montaner costruito tra il 1905 e il 1908 e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è un tempio di creatività dove risiedono luce e colore. All’interno la ricchezza dei materiali riflette una vivida policromia che ti accompagna in un mondo che ha qualcosa di fatato. La prossima volta prenoteremo per assistere ad un concerto!

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Caixa Forum

Spazio culturale situato alle falde di Montjuïc in una ex fabbrica di cotone dallo stile modernista progettata da Josep Puig i Cadafalch un progetto avanguardista realizzato da un insieme di navate a pianta rettangolare che facilitavano lo spostamento delle mercanzie e due torri, che servivano come deposito dell’acqua in caso d’incendio, considerate uno dei più moderni sistemi antincendio dell’epoca. L’edificio interamente realizzato con mattoni a vista oggi ospita una collezione permanete con opere di artisti del calibro di  Donald Judd, Jannis Kounellis, Bruce Nauman, Gerhard Richter e l’installazione, una camera in piombo, “Pain Space” di Joseph Beuys. Mostre temporanee di arte contemporanea, eventi e attività per tutte le età, offrendo un ampio programma culturale.

Barcelona Pavillon Mies Van der Rohe

Esattamente di fronte alla Caixa si trova questa perla del design: il Padiglione di Barcellona, progettato dall’architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe per l’Esposizione Universale del 1929 che introdusse per la prima volta alcune significative innovazioni, sfruttando i principi di pianta libera e degli spazi fluenti. Con le sue linee pure, l’uso di materiali come il vetro, l’acciaio e il marmo, e la fusione armoniosa tra interni ed esterni, il padiglione rappresenta uno degli esempi più raffinati di architettura razionalista. L’edificio era stato allestito in maniera temporanea per l’evento e quindi destinato ad essere smantellato e fu quindi distrutto nel 1930 ma grazie ad accurato studio delle fotografie del tempo e ad un gruppo di architetti spagnoli nel 1986 riconquistò di nuovo la luce. Concedersi alcuni momenti sulla lunga panca in marmo osservando lo specchio d’acqua immobile riflettere il cielo e gli alberi è un’esperienza che conserveremo nella nostra memoria.

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Fundacio Joan Mirò

Salendo sulla collina di Montjuïc si trova uno dei luoghi più suggestivi e contemplativi che abbia mai visitato: la Fundació Joan Miró, nata per sua stessa volontà per concedere alle persone la possibilità di conoscere le tendenze dell’arte contemporanea e consentire che i suoi lavori fossero sempre a disposizione del pubblico. Il museo dedicato al celebre artista catalano, inaugurata nel 1975 in un edificio razionalista progettato da Josep Lluís Sert, ospita una vasta collezione di opere di Miró, tra cui dipinti, sculture, disegni e immensi arazzi che dialogano armoniosamente con lo spazio circostante per culminare nella terrazza-giardino che offre una vista sulla città e dona un effetto calmante e rinfrescante.

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Poiblenou

Il quartiere di Poblenou, un tempo centro industriale ispanico, chiamato la Manchester catalana, è oggi un’area in rapida trasformazione, caratterizzata da un mix di edifici post industriali, architettura contemporanea e spazi creativi. La “bandiera” di Poblenou, chiamato anche 22@, è la Torre Glòries realizzata nel 2005 dell’architetto Jean Nouvel, che svetta tra startup, edifici innovativi, gallerie e musei d’arte, come Can Framis Museum, nato per promuovere l’arte catalana con una struttura straordinaria nascosta in un parco e progettata dallo studio BAAS architecture, loft, cafè e progetti urbani innovativi, mostrando il volto più tecnologico e dinamico della città.

Proseguendo verso sud si arriva al mare!

Piccola pausa food

Il posto che non dimenticherai: la tortilleria in stile Blow Up Flash Flash.

Per un pranzo veloce, salutare e con opzioni vegane in luoghi accoglienti non abbiamo dubbi: Honest Green, Flax and Kale e Morgentau.

Una cena speciale al bistrot dal sapore Middle East Labalabusta dove ogni piatto è un viaggio indimenticabile di aromi e sapore.

La pausa caffè non è un problema per noi che abbiamo scelto gli Specialty Coffee! Ci sono tanti punti vendita e degustazione in tutta la città: The Coffee, Nomad, Syra,…

Bonus Track: Dalì Theatre Museum Figueres

Il Dalí Theatre-Museum di Figueres non è un museo, non è un teatro, è come entrare nei meandri della mente del protagonista assoluto del Surrealismo. Questo luogo affascinante è stato voluto dallo stesso Salvator Dalì che ne ha curato ogni elemento ed è un testamento per i posteri che permette di ripercorrere la vita e l’opera del celebre artista spagnolo. Situato nella sua città natale il monumento è esso stesso un’installazione d’arte contemporanea e una vera e propria immersione nell’universo eccentrico e onirico di Dalí, inaugurato nel 1974 e progettato dallo stesso artista che ha trasformato l’antico teatro municipale di Figueres in un’opera urbana.

La facciata, con le sue cupole a forma di uovo e i molteplici ornamenti che richiamano ai dettagli celati nel suo simbolismo, anticipa l’esperienza che attende i visitatori all’interno. Il percorso si snoda attraverso una collezione straordinaria di dipinti, sculture, installazioni, ologrammi e oggetti, che offrono uno sguardo profondo e spesso ironico sulla mente geniale di Dalí. Tra le opere più note la “Mae West Room”, una stanza immersiva, concepita molto prima che questo concetto si facesse strada tra noi, che, vista da un certo angolo, ricostruisce il volto dell’attrice Mae West. Il museo, che ospita anche la cripta con le spoglie dell’artista, rappresenta un monumento vivente alla fantasia e all’innovazione, un luogo dove il confine tra sogno e realtà si dissolve completamente.

Foto di Marco Greco

Grazie a Visit Barcelona per il supporto nel realizzare questa guida!

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