SPAZIO SERRA

Esperimenti di arte pubblica

Entrare in una stazione anonima a nord di Milano, un ambiente di passaggio, un non-luogo dove cammini per raggiungere una meta spesso con la faccia fissa sullo schermo del telefono e poi ti trovi dinnanzi ad uno spettacolo affascinante e al tempo stesso straniante. Una sirena, un essere ibrido, di una bellezza incantevole richiama la tua attenzione. Questa é la sensazione che si prova dinnanzi alla performance dell’artista Agnes Questionmark che, in collaborazione con Spazio Serra, per 16 giorni e 12 ore al giorno si é lasciata osservare da curiosi, appassionati e ignari passanti. Un evento unico che abbiamo voluto approfondire con un’intervista ai protagonisti di questo progetto in un “posto impossibile”.

%name SPAZIO SERRA

Entrare nel passante di Lancetti e trovarsi dinnanzi allo spettacolo straniante della long durational performance di Agnes Questionmark genera un impatto emozionale molto forte. Ci raccontate com’è stata la genesi e la costruzione di questo progetto?

Agnes Questionmark e The Orange Garden:

Come la maggior parte delle nostre performance, il tutto nasce da un impulso, una  sensazione primordiale. Questo impulso può manifestarsi come un’immagine o come un pensiero, per poi svilupparsi in una domanda o piuttosto in un’ipotesi del futuro.

CHM13hTERT nasce da un interesse nel voler esplorare le possibilità offerte dalla modificazione o ibridazione del nostro genoma. Partendo da questa idea abbiamo iniziato a indagare su ciò che potrebbe accadere se il nostro genoma venisse codificato con elementi del genoma di altre creature. Il processo che segue, per molti aspetti, assomiglia proprio a quello di uno studio scientifico. Ogni elemento della mostra è stato studiato, analizzato e ricercato, partendo da elementi chiave come la materialità della creatura, per la quale sono stati condotti una miriade di esperimenti. La struttura e le fasce sono ispirate dai meccanismi e dalle macchine sviluppate per operare sui cavalli. Per aspetti come l’audio, creato da Portamento, abbiamo analizzato i suoni che genera il DNA all’interno del nostro sistema.

Questo approccio al progetto tende a riflettere la nozione per la quale Agnes agisce sia come la scienziata/ricercatrice ma, al contempo, attraverso la sua incarnazione di queste creature immaginarie, diventa anche l’esperimento stesso. 

%name SPAZIO SERRA

Con CHM13hTERT avete condotto un esperimento. Quali conclusioni ne traete? Siete riusciti a rispondere agli interrogativi inerenti alla società che resiste al cambiamento?

Agnes Questionmark e The Orange Garden:

Proprio come quando viene condotto un esperimento, non avevamo un’idea chiara del risultato che avremmo ottenuto, sentivamo solo il bisogno di esplorare questi concetti. L’importante in fondo per noi è portare in vita queste ipotesi del futuro, poiché portandole in vita le portiamo nel mondo tangibile e dunque trasformiamo l’immaginario in reale. Vivendo in un mondo in cui siamo costantemente sotto la pressione del giudizio degli altri, è importante distaccarsi e scegliere di indagare sui propri interessi e non quelli imposti dalle aspettative bigotte delle società.

Dunque non avendo reali aspettative sul pubblico, ogni volta che portiamo in vita queste creazioni, siamo sempre piu colpiti e ispirati dalle loro reazioni.

CHM13hTERT in questi termini è stato veramente speciale, considerando la posizione di spazioSERRA, siamo riusciti a entrare in contatto con un pubblico che altrimenti non visiterebbe le gallerie d’arte. Questo nuovo pubblico ha accesso un fuoco speciale, poiché non solo vengono ammaliati dall’impatto estetico della creatura e dalla forza del gesto di Agnes, ma entrando più nel profondo condividono e si ritrovano nei concetti filosofici che stiamo esplorando con la performance. Dunque questo ci porta a essere sempre più convinti della nostra ricerca, vedendo che i nostri pensieri e il nostro bisogno di cambiamento non sono solo condivisi da un gruppo specifico di persone ma invece si presentano come un desiderio condiviso del popolo.

Dunque adesso più che mai è chiaro che non è la società che è resiliente al cambiamento, ma bensì sono i poteri che controllano questa società che bloccano il progresso e l’evoluzione.

%name SPAZIO SERRA

spazioSERRA è all’interno di non-luogo, sarebbe stato quindi uno spazio di passaggio senz’anima al quale invece voi avete dato una connotazione importante. Come nasce il vostro sodalizio e quanto è stato difficile inserirsi nel panorama dell’arte milanese?

spazioSERRA:

spazioSERRA è uno spazio magnetico, una struttura a tutto vetro dalla forma ottagonale posta alla fine di un lungo corridoio e sormontata da un enorme lucernario che, incorniciandone il perimetro, la consacra con un’aurea mistica. spazioSERRA nasce nel 2017, quando la pagoda all’interno della stazione ferroviaria di Milano Lancetti, concepita per essere un’edicola ma mai utilizzata per questo scopo, viene affidata ad alcuni studenti dell’Accademia di Brera per trasformarla in un luogo di progettazione artistica. spazioSERRA nasce infatti dal progetto Artepassante, un programma di riqualificazione degli spazi metropolitani che fa capo all’Associazione Le Belle Arti in collaborazione con RFI e con il patrocinio del Comune di Milano e della Regione Lombardia.

Negli anni successivi, attorno allo spazio si è costituito un collettivo di dieci persone, provenienti da esperienze diverse, ma accomunati da una profonda passione per l’arte. Ogni anno, dopo aver lanciato un’open call tematica, selezioniamo i progetti site-specific che meglio si adattano al tema, allo spazio e alla nostra visione e ne curiamo la realizzazione. Il collettivo ha recentemente costituito un’associazione di promozione sociale con lo scopo di sostenere sempre più concretamente la ricerca di artist* italian* e internazional*.

Il panorama dell’arte milanese è complicato, spesso elitario ed escludente; con spazioSERRA abbiamo tentato di riportare l’attenzione sull3 giovani artist3 emergenti, svincolandoci da un sistema-arte a volte opprimente, orientato esclusivamente al profitto. Ci piaceva l’idea di presentare una proposta alternativa e adatta a una molteplicità di pubblici diversi. Inserirsi nel panorama dell’arte milanese non è semplice, c’è molta competizione, e una sovrabbondanza di eventi tra i quali il pubblico deve necessariamente scegliere. Negli ultimi mesi la nostra presenza come spazio indipendente milanese si è consolidata ed è stata notata sempre di più. La long durational performance CHM13hTERT di Agnes Questionmark è diventata decisamente virale online, soprattutto sui social, ha certamente contribuito a farci conoscere da parte di un pubblico sempre più ampio.

%name SPAZIO SERRA

Le vostre esposizioni sono bandiere sociali, veicolano messaggi forti, sono spunti per riflessioni profonde. Quanto credete sia ricettivo il pubblico che arriva da voi? E in generale come, secondo voi, è considerata Milano relativamente alla scena contemporanea?

spazioSERRA:

Per la sua posizione inusuale, all’interno di uno spazio pubblico, e la sua struttura, completamente vetrata, spazioSERRA ha un rapporto particolare con quelli che definiamo i suoi “pubblici”, cioè persone di diverso background e con diverso interesse verso l’arte, che non hanno necessariamente l’intenzione di trovarsi immersi in uno scenario artistico quando si “scontrano” con gli allestimenti di spazioSERRA, che mutano e cambiano l’aspetto del luogo che queste stanno attraversando. A spazioSERRA è possibile fare esperienza delle fasi di una mostra che spesso sono negate al pubblico. Durante gli allestimenti, eseguiti sotto l’occhio dei passanti, questi si fermano incuriositi, spesso dialogano con gli artisti e con chi di noi è presente. C’è un tipo di interazione speciale, e pensiamo che così debba necessariamente essere trovandoci in un luogo pubblico. Per questo stesso motivo, tramite le opere esposte, cerchiamo di portare a spazioSERRA tematiche rilevanti per la società contemporanea, con un focus su Milano e sul quartiere in cui si trova la stazione di Lancetti. Questo è certamente un criterio che teniamo presente nella selezione di artisti e progetti per la stagione espositiva. La nostra comunicazione verso l’esterno è poi volutamente molto chiara e descrittiva delle opere, in modo che sia accessibile davvero a chiunque visiti, intenzionalmente o meno, lo spazio. Quello che i passanti ci dicono è che con le nostre mostre, installazioni site-specific sempre visibili negli orari di apertura della stazione di Lancetti, riusciamo prima ad attirarli verso lo spazio, per poi guidarli nella fruizione dei progetti e accendere il loro interesse verso tematiche che non avrebbero altrimenti approfondito

%name SPAZIO SERRA

Relativamente alla scena contemporanea, Milano deve inevitabilmente fare i conti con la popolarità e l’importanza strategica che i settori del design e della moda offrono alla città. Tuttavia, Milano si conferma un centro propulsore per l’arte contemporanea internazionale, vantando la presenza di numerose gallerie e di varie fiere di settore.

Parlando poi di spazi indipendenti, a Milano c’è certamente una scena molto vibrante, indice di una necessità sentita di ritagliarsi orizzonti d’azione lontani dalle sole logiche di mercato, in cui consentire una diversa sedimentazione di riflessioni e pratiche volte a configurarsi come interferenze nel sistema artistico istituzionale cittadino. Stiamo lavorando per esempio con SPAZIENNE a una serie di progetti di collaborazione tra spazi indipendenti di Milano e di Berlino, è indispensabile fare rete e unire le forze.

%name SPAZIO SERRA